Una tifosa davanti al simbolo della squadra

Cesena, 25 luglio 2018 - Non è questione di soldi, di pratiche fallimentari o di diritti di immagine. È questione di identità, di voler salvare un’immagine simbolo della città e che alla città deve appartenere. Perché parlare di calcio a Cesena vuol dire due cose: maglie bianconere e cavalluccio marino cucito sul cuore. Se i colori sociali sono già blindati, la partita per il logo è ancora in pieno svolgimento e con esiti incerti. La mascotte che campeggia sulle bandiere e il cui gigantesco simbolo incombe sulle rotonde che circondano lo stadio, non è attualmente a disposizione della nuova società che rappresenterà la città, anche se l’amministrazione comunale conta di riacciuffarla in tempo utile per l’inizio della nuova stagione, in Serie D.

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Il cavalluccio e lo sfruttamento dell’immagine furono dati in garanzia all’Istituto di Credito Sportivo dalla gestione Campedelli come garanzia del mutuo da oltre due milioni contratto per eseguire i lavori allo stadio per affrontare la serie A nel 2010. Il mutuo è garantito dal Comune in quanto proprietario dello stadio, e ora palazzo Albornoz vorrebbe trovare una strada per rievarlo. La strada che si proverà a percorrere segue due direttive: bruciare le tappe e ‘blindare’ la sua permanenza tra i simboli del calcio cesenate, oltre che nei cuori dei tifosi, facendo in modo che il cavalluccio marino dipinto a righe bianche e nere diventi di proprietà della città di Cesena, la quale lo concederebbe poi in uso gratuito al club calcistico. Così facendo, in caso di eventuali problemi futuri, il logo non rischierebbe di finire al vento.

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L’operazione avrà un costo? A palazzo Albornoz a riguardo tutte le bocche sono cucite, anche se l’auspicio diffuso è quello di chiudere la trattativa a costo zero, o quasi, per le tasche pubbliche. Il nuovo club potrebbe ovviamente decidere di adottare un nuovo logo, magari scegliendo sempre un cavalluccio marino modificandone le fattezze, ma al momento questa ipotesi non è presa in considerazione. Non lo vuole nemmeno lo zoccolo duro del popolo bianconero, già pronto a stringersi attorno alla sua mascotte. Questione di orgoglio e di cuore. Ma non solo. Perché i cavallucci marini che nuotano in mare strappano sorrisi e aprono il cuore, mentre quelli giganteschi che aspettano le squadre e i tifosi avversari all’uscita della Secante, mettono soggezione.