Dieci anni fa il Cesenatico calcio tornava nel calcio dilettantistico che conta, conquistando la promozione in serie D nello spareggio in Sardegna contro il Castiadas. I ‘corsari’ rossoblu regalarono l’ultima gioia al patron Matteo Bagnolini e ai tifosi che festeggiarono in piazza il ritorno della squadra vittoriosa. Il calciatore Nicola Campedelli aveva da poco appeso gli scarpini al chiodo e guidava il Cesenatico in panchina come allenatore esordiente. Mister Campedelli, cosa ricorda di quell’impresa? "Quell’anno vincemmo due spareggi contro la Pavullese e il Castiadas, terminando un grande campionato di Eccellenza, in cui...

Dieci anni fa il Cesenatico calcio tornava nel calcio dilettantistico che conta, conquistando la promozione in serie D nello spareggio in Sardegna contro il Castiadas. I ‘corsari’ rossoblu regalarono l’ultima gioia al patron Matteo Bagnolini e ai tifosi che festeggiarono in piazza il ritorno della squadra vittoriosa.

Il calciatore Nicola Campedelli aveva da poco appeso gli scarpini al chiodo e guidava il Cesenatico in panchina come allenatore esordiente.

Mister Campedelli, cosa ricorda di quell’impresa?

"Quell’anno vincemmo due spareggi contro la Pavullese e il Castiadas, terminando un grande campionato di Eccellenza, in cui venne promosso anche il Forlì giunto primo. Noi eravamo fiduciosi e battemmo due grandi squadre, fu una stagione carica di emozione che ancora oggi viene ricordata da tutti gli appassionati".

Dopo quella vittoria, a Cesenatico si spense la luce del calcio.

"Si, il presidente Bagnolini decise di defilarsi, io poi ho seguito le sorti della squadra e del presidente con cui tutti noi eravamo rimasti legati; poi per motivi indipendenti da noi è finito tutto ed è stato un dispiacere. Ricordo Bagnolini poi prematuramente scomparso sei anni fa, il ds Giorgio Screpis e protagonisti di grande valore".

Perché Cesenatico non ha più vissuto una stagione così bella?

"Non lo so, io poi sono andato al Bellaria e non ho frequentato l’ambiente. Rimane però l’orgoglio di aver vissuto una stagione di grande luce, di calcio vero, derby con migliaia di spettatori in Eccellenza e un testa a testa col Forlì".

Oggi a Cesenatico c’è il Bakia in Prima Categoria e il sorprendente Granata in Promozione, cosa ne pensa?

"Il Bakia è una realtà importante e l’ho seguito perché ci sono amici come Benedetti, Faedi, i gemelli Candoli e altri che erano insieme a noi. Il Granata non lo conosco molto bene ma è una società che si sta consolidando molto e può dare soddisfazioni".

Dieci anni fa a Cesenatico giocavano calciatori giovani come Semeraro ed esperti come Rispoli e Merloni.

"Era un gruppo fantastico, Umberto Semeraro poi andò a giocare in serie B col Gubbio, c’era il mitico Simone Rispoli anch’egli purtroppo prematuramente scomparso, il fortissimo Matteo Merloni, altri giocatori di categoria superiore e un team con il ds Giorgio Screpis, l’allenatore in seconda Stefano Cecchini, il preparatore dei portieri Andrea Spinelli e tante persone che hanno contribuito a formare un gruppo tanto forte da vincere contro tutti".

Come vede in futuro il calcio a Cesenatico?

"Tutte le volte che passo dallo stadio ‘Marconi’ provo una grande emozione, noi tutti legati a questi colori auspichiamo possa risalire e sfruttare un impianto dove c’è la potenzialità per crescere e fare calcio in maniera giusta".

Lei quale bilancio trae della sua carriera e cosa farà in futuro?

"Dopo Cesenatico ho allenato il Bellaria in C2, una parentesi breve a Cesena in B e poi al Ribelle, Romagna Centro, Correggese, Forlì e Sangiustese quest’anno prima del lock down. A 41 anni ho collezionato 200 panchine da allenatore e sono orgoglioso, perché quando c’è stata continuità di lavoro, i risultati sono arrivati. Per il futuro sono alla finestra come tanti che fanno questo mestiere".