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5 mag 2022

Cesena, contro Matelica una ferita ancora aperta

Un anno fa, dopo aver superato il Mantova, il Cavalluccio evitando la Triestina, incrociò la formazione marchigiana: sembrava tutto facile, invece...

gianluca mariotti
Sport

di Gianluca Mariotti

C’è un incubo da scacciare via. In attesa di conoscere l’avversario, il sorteggio si terrà oggi in tarda mattinata, la lotteria dei playoff per il Cesena si appresta a ripartire (debutto in trasferta domenica) con negli occhi ancora il dolore assurdo del gol di Balestrero. Come andò, tutti i fedelissimi bianconeri lo sanno a memoria: il Matelica che scappa via al Manuzzi, gol di testa di Magri e fucilata da fuori di Calcagni, il Cavalluccio che si aggrappa al suo uomo di maggior talento e personalità (Davide Di Gennaro), riesce nell’autentico miracolo di rimontare le due reti di svantaggio pareggiando (sarebbe stato sufficiente per il passaggio del turno per via della miglior posizione in classifica al termine della regular-season) al 95’ con la doppietta del centrocampista cresciuto nel Milan, la squadra che esplode di gioia, altrettanto le poche persone (si giocava purtroppo ancora a porte chiuse) presenti allo stadio, poi palla al centro e la coltellata della rete di Balestrero al 98’ a siglare il 2-3 per i marchigiani ed eliminare presto dalla competizione il Cesena.

C’era William Viali in panchina, c’erano Nardi, Ciofi, Gonnelli, Favale, Steffè, Ardizzone, Zecca, Caturano e Bortolussi in campo. Un anno fa, era il 19 maggio, la squadra romagnola salutò il sogno di poter essere promossa in serie B al secondo turno dei playoff, mentre oggi, in virtù della terza posizione in classifica conquistata, ricordiamo che avrà il privilegio di poter entrare direttamente dalla fase nazionale. Il Cesena di Viali nel 2020-21 aveva chiuso il campionato al settimo posto, massacrata e falcidiata al ritorno dal Covid tra fine gennaio, dal viaggio di Trieste, ed inizio febbraio, una dozzina di calciatori positivi, dopo un’andata sprint, dal passo delle migliori, Perugia e Padova comprese.

Arrivati ai playoff, al primo turno, la squadra romagnola affrontò, in anticipo serale, il Mantova decimo (risultando il Modena la migliore quarta dei tre gironi, nel raggruppamento B partecipò anche l’undicesima, la Virtus Verona), con il vantaggio di poter giocare al Manuzzi e di poter passare il turno al 90’ anche in caso di pareggio. Fu invece vittoria: dopo un inizio abbastanza ingessato, fu sempre Di Gennaro (nella foto in quella gara del 19 maggio) a prendere per mano la squadra con coraggio ed intraprendenza trascinandola alle due reti in quattro minuti, tra il 31’ e il 35’, di Bortolussi e Caturano. A fine primo tempo il rigore di Ganz ad accorciare le distanze (2-1), di fatto però ininfluente con una ripresa di esperta gestione da parte dei romagnoli.

Sembrava tutto ormai indirizzato alla trasferta, nel secondo turno, di Trieste con la Triestina (sesta al termine del campionato), ma l’incredibile sconfitta interna dell’Alabarda con la Virtus Verona (a sua volta decimata nel frangente dal Covid) portò all’incrocio tra Cesena e Matelica al Manuzzi. Tutti festanti, tutti felici, mentre in realtà fu solo l’inizio di una ferita ancora aperta che non si è ancora rimarginata e chissà mai quando lo farà. Che da domenica il Cesena cercherà di chiudere provando a disputare playoff da grande protagonista. Può farcela.

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