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14 giu 2022

Nuova Virtus, una promozione da dominatrice

La squadra piazza il salto di categoria in B dopo una stagione da 21 vittorie in 23 incontri. Fullin: "Ed ora siamo pronti a rilanciare"

14 giu 2022
Festeggia al termine della gara2 di finale il gruppo della Nuova Virtus Cesena che con le sue prove ha riempito il PalaIppo e riportato i tifosi al basket donne
Festeggia al termine della gara2 di finale il gruppo della Nuova Virtus Cesena che con le sue prove ha riempito il PalaIppo e riportato i tifosi al basket donne
Festeggia al termine della gara2 di finale il gruppo della Nuova Virtus Cesena che con le sue prove ha riempito il PalaIppo e riportato i tifosi al basket donne
Festeggia al termine della gara2 di finale il gruppo della Nuova Virtus Cesena che con le sue prove ha riempito il PalaIppo e riportato i tifosi al basket donne
Festeggia al termine della gara2 di finale il gruppo della Nuova Virtus Cesena che con le sue prove ha riempito il PalaIppo e riportato i tifosi al basket donne
Festeggia al termine della gara2 di finale il gruppo della Nuova Virtus Cesena che con le sue prove ha riempito il PalaIppo e riportato i tifosi al basket donne

di Luca Ravaglia

Finisce con la classica retina tagliata con le forbici al collo delle atlete, il pubblico che grida e la Nuova Virtus che si prende la serie B del basket femminile al termine di una stagione che ha rasentato la perfezione: una sola sconfitta (nell’ultima ininfluente gara di regular season) e una striscia di successi che ha pienamente legittimato il salto di categoria ufficializzato domenica al termine della gara di ritorno della finale contro San Mamolo conclusasi col ridottissimo punteggio di 44-33, frutto di una partita quantomai nervosa e decisa dall’impatto della difesa, in particolare quella cesenate, capace di ingabbiare la principale arma offensiva avversaria e controllando così il match.

"Ora in questo momento ci godiamo il frutto di tanto lavoro – commenta Mara Fullin, nome che è sinonimo della storia della pallacanestro in rosa nazionale e che oggi insieme a Ivana Donadel è simbolo della rinascita del club cesenate -. E ce lo godiamo prima di tutto perché è più che meritato e poi perché è arrivato nel modo migliore possibile, quello frutto di una ricetta che ha unito il talento delle veterane all’entusiasmo delle giovani leve, anche loro cresciute nel nostro vivaio. Tra le giovanissime cito per esempio la 18enne Francesca Battistini, vera rilevazione del gruppo, mentre riguardo alle senior abbraccio Maria Sara Semprini, la nostra capitana, inossidabile in difesa e decisiva in attacco. Con la partita in ghiaccio, era uscita per prendersi l’applauso del pubblico ma al suono della sirena, scattando in campo per festeggiare, purtroppo si è infortunata al tendine d’Achille".

Il successo è veramente doppio, perché oltre a quello, ovviamente fondamentale, sul campo, si abbina la passione di una città che sembra essersi riscoperta appassionata di basket femminile, un qualcosa che pareva covare sotto la cenere da tempo: lo dimostrano le tribune gremite del PalaIppo durante le gare decisive della stagione, culmine di una annata che ha comunque sempre registrato tanto interesse. "Non è un caso – riprende Fullin - e questo ci lascia ben sperare per il futuro. In città ci sono tanti sport e magari in un anno in cui quelli di punta hanno regalato qualche soddisfazione in meno, molti sono tornati a guardare anche dalla nostra parte, verso il basket donne. Quello che hanno visto in campo evidentemente ha fatto il resto. E il punto, nonchè il nostro auspicio è che questo sia solo l’inizio".

Nei ricordi di chi ha i capelli (quanto meno) brizzolati ci sono lo scudetto e la Coppa Campioni conquistati all’inizio degli anni Novanta. Magari è un altro mondo, probabilmente sì, ma di certo Cesena pare sulla strada giusta per tornare a pensare in grande. "Gli obiettivi ci sono e la determinazione per raggiungerli pure. Inutile nascondersi dietro a un dito, qualche anno fa dovemmo rinunciare alla serie B, ma ora, dopo tutta la fatica che abbiamo fatto, siamo determinatissimi a tenercela stretta e addirittura a rilanciare. Per questo abbiamo bisogno della città e di qualcuno di lungimirante che abbia la forza e la voglia di credere con noi e di credere in questo nostro progetto".

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