Civitanova, 12 luglio 2018 - Da 35 anni le sue auto sono bersaglio dei peggiori istinti: tutte inesorabilmente sfregiate allo stesso modo. Succede ad Angelo Fonti, 60enne residente in via Friuli, titolare del Bar Stadio, in via Martiri di Belfiore. Una vera persecuzione, quella che sta subendo, e non riesce a capire il perché. «Per quanti sforzi faccia – dice – non mi viene in mente nessuno sgarbo con chicchessia che possa giustificare questo comportamento. Quel tizio ce l’ha con me, i miei figli e pochi altri residenti della via. Senza motivo». Dopo anni di tentativi per saperne di più e diverse denunce contro ignoti, tutte archiviate, Angelo Fonti decide di togliersi i sassolini dalle scarpe, affidando al Carlino il suo sfogo, magari per stimolare un’autoriflessione nell’ignoto. Il protagonista, infatti, ignoto lo è, ma i sospetti non mancano. Un’anziana della stessa via, tempo fa, gli diede la dritta, ma lui, in mancanza di prove, lasciò correre. Di fronte all’ennesimo sfregio sulla sua auto, però, ci ripensò, ma purtroppo l’anziana era già volata in cielo e tutto finì lì.

Altri del quartiere hanno gli stessi sospetti, ma senza certezze, ognuno se li tiene per sé.

Ma chi può essere questo prode personaggio che armato di temperino, da anni se la prende con le sue auto e quelle dei vicini?

«Per quanto mi riguarda – dice Angelo Fonti – posso dire che non è il solito ragazzino scapestrato che colpisce e fugge, ma un uomo di età matura. Di certo, ha superato l’età della pensione e ho buoni motivi per ritenere che sia così».

E quali sarebbero questi motivi?

«Perché il primo sfregio è stato fatto sulla Dyane appena acquistata, trentacinque anni fa, e su tutte le altre la tecnica è stata sempre quella, quasi una firma: il punteruolo affonda dal tappo della benzina, per poi proseguire sulla fiancata e le portiere. Il sistema giusto per aumentare il lavoro del carrozziere e i costi della riparazione. Così è successo per l’Alfa 33, per due Panda, una Honda, una Golf, una Punto e recentemente la Multipla Fiat. Operazione mirata, non casuale».

Stessa firma anche per gli altri?

«In genere sì. Solo nel caso di una ragazza ha limitato l’accanimento al cofano. Lo aveva già sfregiato prima, la ragazza l’ha fatto aggiustare e dopo pochi giorni era di nuovo punto e a capo».

Pensa che possa essere un maniaco?

«Non credo. Non è un tipo da una botta e via, studia bene il sistema per procurare il danno. Così da trentacinque anni, ha capito?»