Macerata, 30 luglio 2014 - Si va verso il concordato preventivo per l’azienda di Cesare Paciotti. Il Tribunale di Macerata ha infatti ha accolto la proposta avanzata dalla griffe dello spadino il 30 dicembre scorso. Il collegio, composto dal presidente Luigi Reale e dai giudici Alessandra Canullo e Andrea Polimeni, ha nominato come commissari giudiziali Paola Rossi e Luca Mira: saranno loro a illustrare ai creditori la proposta di concordato e gli introiti necessari per procedere. L’udienza è stata fissata per il 15 ottobre.

La proposta di concordato prevede la cessione di alcune poste attive, tra cui immobili, partecipazioni societarie, crediti, e flussi finanziari, oltre ovviamente al pagamento dei creditori: quelli in prededuzione saranno rimborsati al 100%, così come i creditori privilegiati, mentre a quelli chirografari, cioè non privilegiati, andrà solo il 40% del credito avanzato. Inoltre l’azienda si è impegnata a pagare anche tutti i debiti tributari pendenti. Intanto dovrà versare 150mila euro, cioè un terzo di quella che si pensa possa essere la somma necessaria per far fronte alla procedura. L’istanza arriva dopo quella di fallimento già presentata da alcuni creditori nei confronti della società. Si parla di fornitori di scarpe e vestiti, aziende della zona ma anche di fuori regione, che avrebbero realizzato le produzioni celebri in tutto il mondo, ma — sostengono i loro legali — non sarebbero state pagate per il lavoro svolto.

La società civitanovese, assistita dagli avvocati Fiorenzo Principi e Cristina Senesi, a ridosso della fine dell’anno aveva depositato l’istanza per il concordato preventivo. E con l’apertura del concordato disposta dal Tribunale qualche giorno fa, la società si è impegnata a risanare il bilancio e a pagare i debiti. L’azienda finora non ha mai voluto rilasciare comunicati ufficiali sulla vicenda. Ma l’ufficio stampa, a suo tempo, precisò che era in corso una manovra di contrasto alla crisi del mercato italiano: l’accumularsi dei debiti sarebbe stato indotto appunto dal sistema economico nazionale, mentre vanno bene i ricavi delle vendite all’estero. In questo modo, si conta di risanare la situazione contabile e soprattutto pagare i creditori per chiudere tutte le pendenze.