"Danilo Zampaloni faccia lo sforzo di leggere meglio gli articoli e impari a rispettare il lavoro dei consiglieri comunali". Continua la polemica sull’ultima edizione del Motor Days, che è stata sollevata in questi ultimi giorni da Giulio Silenzi (Pd) e Stefano Mei (M5S), i quali ora rispondono al patron della manifestazione, che aveva puntualizzato le cifre del contributo garantito dall’amministrazione comunale. "Le...

"Danilo Zampaloni faccia lo sforzo di leggere meglio gli articoli e impari a rispettare il lavoro dei consiglieri comunali". Continua la polemica sull’ultima edizione del Motor Days, che è stata sollevata in questi ultimi giorni da Giulio Silenzi (Pd) e Stefano Mei (M5S), i quali ora rispondono al patron della manifestazione, che aveva puntualizzato le cifre del contributo garantito dall’amministrazione comunale. "Le contestazioni - puntualizzano i due politici - riguardano gli atti emessi dal Comune per il Motor Days, che in due anni ha generato una spesa rilevantissima a carico del bilancio, ben 234.000 euro. Quindi, si rassegni Zampaloni se chiediamo chiarezza e trasparenza su come vengono utilizzati i danari dei civitanovesi, peraltro obbligati a pagare il biglietto di ingresso a un evento lautamente sostenuto con i soldi delle loro tasse". Nell’esposto inviato a Corte dei Conti e Anac, e per conoscenza a Procura e Prefettura "non c’entra infatti nulla - rilevano gli esponenti di opposizione - la società organizzatrice, che non è l’oggetto del ricorso. Contestiamo gli atti comunali". Nello specifico "la delibera di indirizzo della giunta che individua, e non può farlo, fornitori e importi della manifestazione, l’assenza di un contratto tra Comune e privato che regoli gli aspetti giuridico-economici, il fatto che in delibera non sia specificato l’importo dell’eventuale contributo regionale, l’assenza del principio di rotazione dei fornitori del Comune, la scelta di concedere un contributo ‘a corpo’ senza rendicontazione delle spese e, dulcis in fundo, contestiamo che l’ammontare del contributo sia stato concordato dopo una riunione tra amministratori e lo stesso Zampaloni". "Il controllo sulla legittimità dei procedimenti amministrativi - concludono Giulio Silenzi del Pd e Stefano Mei del Movimento 5Stelle - si chiama democrazia. Danilo Zampaloni se ne faccia una ragione. Se gli atti del Comune di Civitanova sono in regola non lo stabilisce lui, ma la Corte dei Conti e l’Anac, e se tutti quei soldi spesi dall’amministrazione comunale per un evento sono una cosa giusta o meno lo giudicheranno i cittadini".