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21 apr 2022

Ciclista travolto e ucciso: ragazzo patteggia

Schianto nel 2019 a Trodica di Morrovalle: vittima il 57enne Giovanni Ripari. Dieci mesi e venti giorni per un 29enne del luogo

paola pagnanelli
Cronaca

di Paola Pagnanelli

Per avere causato la morte di Giovanni Ripari, un 57enne che andava in bici lungo via Brodolini a Trodica, ieri ha patteggiato la pena un 29enne di Morrovalle. Al momento dell’incidente, l’automobilista stava andando a prendere servizio come volontario della Croce Verde. L’incidente avvenne il 28 agosto del 2019, poco prima delle 7 del mattina. Giovanni Ripari, residente a Trodica, era uscito per la consueta pedalata mattutina in direzione del mare. Ma dietro di lui era arrivata la Fiat Panda condotta da Michele Marinozzi, diretto alla Croce Verde per iniziare il turno di soccorso. L’auto aveva urtato la bicicletta, Ripari era finito sul cofano e poi, quando il conducente aveva frenato, era stato sbalzato a terra. Il ragazzo aveva immediatamente chiamato i soccorsi, e avendo una formazione di primo intervento, aveva anche tentato di fare il possibile per il ferito, iniziando la rianimazione. Ma all’arrivo dei sanitari, era stato subito evidente che le condizioni del 57enne erano molto gravi. Era stata chiamata l’eliambulanza, per il ricovero all’ospedale regionale di Torrette. Purtroppo, però, Ripari era morto al pronto soccorso, a causa dei traumi riportati nell’impatto con l’auto. Marinozzi aveva subito detto agli agenti della Polstrada, intervenuti sul posto, di essere stato accecato dai raggi del sole, ancora basso a quell’ora della mattina: per questo avrebbe visto troppo tardi il ciclista, che gli pedalava davanti sulla carreggiata. Erano stati fatti accertamenti, e in in primo momento era stato ipotizzato che l’auto stesse andando a 65 chilometri orari, in un tratto dove il limite era di 50, e soprattutto che il conducente stesse usando il cellulare, quando c’era stato l’impatto con la bici. Ma questi due elementi sono stati del tutto esclusi dalle indagini difensive, condotte dagli avvocati Sabina Bidolli e Achille Castignani. È stato infatti accertato che il ragazzo andava a 40 chilometri orari, e di sicuro non aveva il telefonino in mano a distrarlo dalla guida, visto che l’ultima volta che lo aveva aperto era prima dell’incidente. Purtroppo, l’unica causa della fatalità era stata la luce del sole che aveva ridotto la sua capacità di vedere bene la strada. Ieri, dunque, per il morrovallese in tribunale a Macerata si è tenuta l’udienza preliminare, davanti al giudice Domenico Potetti. Con il pubblico ministero Vincenzo Carusi, l’avvocato Bidolli ha patteggiato il minimo della pena per l’imputato, e cioè dieci mesi e 20 giorni di reclusione e quattro mesi di sospensione della patente, per l’ipotesi meno grave dell’omicidio stradale.

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