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22 giu 2022

Emergenza idrica: terreni mai stati così aridi

Belvederesi, presidente dell’Atac: "Situazione ancora sotto controllo per l’acquedotto, ma resta l’invito a limitare i consumi"

22 giu 2022
giuliano forani
Cronaca
Agricoltori preoccupati per i pozzi artesiani rimasti con poca acqua
Agricoltori preoccupati per i pozzi artesiani rimasti con poca acqua
Agricoltori preoccupati per i pozzi artesiani rimasti con poca acqua
Agricoltori preoccupati per i pozzi artesiani rimasti con poca acqua
Agricoltori preoccupati per i pozzi artesiani rimasti con poca acqua
Agricoltori preoccupati per i pozzi artesiani rimasti con poca acqua

 

di Giuliano Forani

La prolungata siccità mette a dura prova molti pozzi artesiani delle campagne, le falde idriche si abbassano e l’acqua comincia a scarseggiare. Il problema non si avverte solo nelle aree di collina, ove le falde sono prevalentemente già a bassa quota, ma anche in quelle di pianura. In particolare ad avvertire il problema sono gli ortocoltori delle contrade San Savino e Asola. In alcuni casi dai pozzi risulta difficile attingere acqua e a risentirne sono le coltivazioni ortive che ne hanno maggiore necessità. Si sopperisce razionalizzandone l’uso e accantonandola, laddove sia possibile, in cisterne, per poi farne uso limitato nelle circostanze in cui più si avverte il bisogno. Pare non risentire dell’ assenza di pioggia, invece, l’acquedotto comunale. Almeno per ora. "La situazione viene monitorata tutti i giorni dai nostri tecnici - assicura il presidente dell’ Atac, Massimo Belvederesi - e al momento non vengono segnalati abbassamenti preoccupanti delle falde. E’ chiaro, però, che dell’acqua pubblica non si deve fare un uso smodato e che gli sprechi vanno evitati". Una regola, peraltro, da sempre in vigore, per cui non è dal rubinetto domestico che bisogna attingere per lavare l’auto o curare il proprio giardino. La prolungata siccità, inoltre, mette a dura prova anche gli ulivi e altre piante da frutta. Il periodo della fioritura lasciava sperare in una raccolta abbondante o comunque superiore a quella degli ultimi anni, quando a pregiudicarne la resa fu un fenomeno opposto, e cioè una gelata prolungatasi per diversi giorni, che ha ’lessato’ le piante nelle zone più esposte, costringendo i produttori ad una potatura profonda per favorirne un recupero celere. Adesso, invece, sono le temperature esagerate del periodo e il sole bollente: la ricca fioritura che lasciava ben sperare non ha prodotto frutto e si è bruciata sul ramo.

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