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3 mag 2022

"Ha dilapidato 26mila euro della compagna"

Civitanovese condannato a tre anni e due mesi: insulti e minacce alla donna per avere i soldi da spendere in alcol e gioco d’azzardo

paola pagnanelli
Cronaca
L’avvocato Gabriele Cofanelli
L’avvocato Gabriele Cofanelli
L’avvocato Gabriele Cofanelli

di Paola Pagnanelli

Avrebbe picchiato la compagna, costringendola a dargli dei soldi e sperperando il denaro della sua azienda, e avrebbe dato la marijuana alle figlie di lei, una delle quali ancora minorenne. Per questo ieri è stato condannato a tre anni e due mesi di reclusione un civitanovese 41enne. I fatti erano avvenuti a Morrovalle e Civitanova dall’agosto 2011 fino al giugno 2016. Dopo aver iniziato la convivenza con la donna, l’uomo avrebbe subito iniziato con insulti e minacce. Ben presto era riuscito ad allontanarla dal fratello e dalle due figlie. Una volta assunto nell’azienda di lei, che si occupa di produzione di energia elettrica, l’uomo aveva preso l’abitudine di usare il denaro aziendale per le sue passioni: gli alcolici e il gioco d’azzardo. In questo modo, la donna aveva avuto diverse difficoltà anche con il lavoro. Quando lei aveva provato a protestare, lui l’aveva aggredita, mettendole le mani intorno al collo. Così aveva continuato a dilapidare i soldi della compagna, in tutto circa 26mila euro. Altre volte c’erano state botte, piatti lanciati addosso, in una occasione la donna aveva raccontato che per costringerla a dargli i 300 euro che aveva con sé, lui le avrebbe preso la testa e gliela avrebbe sbattuta contro l’abitacolo dell’auto. La donna era stata costretta a giocare anche lei d’azzardo e a buttare soldi nei vizi del 41enne. Nella primavera del 2015 poi il civitanovese aveva fatto provare la marijuana alle due figlie della compagna, una delle quali 17enne, insistendo perché usassero lo spinello preparato da lui. Alla maggiore delle ragazze un giorno avrebbe anche messo una mano sulla coscia. Alla fine esasperata la compagna lo aveva denunciato, e l’uomo è così finito sotto processo per le accuse di maltrattamenti in famiglia, estorsione, spaccio a minorenni e violenza sessuale. Dopo aver ascoltato i testimoni, accogliendo la richiesta di condanna del pm Stefania Ciccioli il tribunale di Macerata ha condannato l’imputato alla pena di tre anni e due mesi di reclusione. L’uomo è stato però assolto dall’accusa di estorsione, e quanto alla violenza sessuale è emerso che non era stata presentata la querela. La corte, presieduta dal giudice Andrea Belli, gli ha anche imposto di risarcire con 5mila euro subito la donna, parte civile con gli avvocati Gabriele e Massimiliano Cofanelli, in attesa del risarcimento complessivo da stabilire in sede civile. L’imputato, difeso dall’avvocato Simone Santoro, ora potrà fare appello contro la sentenza.

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