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19 apr 2022

"I teatri dell’Ucraina sotto i bombardamenti"

Il maestro Sorichetti ha tenuto concerti a Kharkiv e Kiev. "Preoccupazione e sofferenza, voglio sperare che presto torni la pace"

giuliano forani
Cronaca
Il maestro Alfredo Sorichetti ha tenuto molti concerti nei teatri dell’Ucraina
Il maestro Alfredo Sorichetti ha tenuto molti concerti nei teatri dell’Ucraina
Il maestro Alfredo Sorichetti ha tenuto molti concerti nei teatri dell’Ucraina

di Giuliano Forani

Alfredo Sorichetti, apprezzato direttore d’orchestra, segue con particolare attenzione, e soprattutto angoscia, i drammatici avvenimenti che ogni giorno televisioni e giornali ci raccontano in tutta la loro crudezza. Proprio in Ucraina, infatti, iniziò la sua carriera, i teatri strapieni di Kiev e Kharkiv hanno applaudito in più occasioni i suoi concerti. Da qualche anno, ha trasferito i suoi interessi artistici e professionali su altri teatri nazionali, europei e americani, ma l’Ucraina che ha segnato i suoi esordi gli è rimasta sempre nel cuore e lì ha ancora amici e conoscenti. Maestro Sorichetti, come vive questi giorni di guerra?

"Con particolare preoccupazione e tanta sofferenza. Mi sento spesso con gli amici, ultimamente ho parlato anche con il direttore dell’orchestra della radio-tv Ucraina e ne percepisco tutto il dolore per questa guerra assurda, per la cui cessazione non si vedono ancora delle vie d’uscita. La musica, per gli ucraini, i russi e in genere le popolazioni dei Paesi dell’est, è pane quotidiano. Assistere a un concerto, per loro, è come andare al cinema, fin da bambini sono educati alla danza e al teatro. L’arte deve unire e affratellare, ma ciò non avviene. Non so che dire, ho l’impressione che sia venuta meno una funzione fondamentale: la musica non unisce più i popoli che l’hanno nel sangue, è venuto a mancare il dialogo, tutto questo è molto triste".

Lei ha tenuto molti concerti in Ucraina?

"In Ucraina e anche in Russia. Nel 1994, a Kiev, ho tenuto il mio primo concerto estero, dinanzi a una platea stracolma e a gente entusiasta. Ho diretto l’orchestra sinfonica di Kiev al teatro della Filarmonica, poi negli anni successivi al teatro dell’opera. Nel 2006, ho partecipato anche a un concorso internazionale e l’ho vinto. Poi sono stato invitato in altre occasioni, non soltanto a Kiev, ma anche a Kharkiv. Sempre nel 2006, tenni un concerto alla presenza di tutto l’establishement del Paese, sul palco c’erano anche gli straordinari corpi di ballo del teatro Kirov di San Pietroburgo e del Bolscioi di Mosca. È molto triste pensare che oggi ci sia la guerra a dividere Paesi che condividono lo stesso amore per la musica e anche per la danza". Quei teatri che lei ha conosciuto hanno patito le conseguenze dei bombardamenti?

"Il teatro dell’opera di Kiev si è salvato. Si trova nel pieno centro, dove i bombardamenti non hanno colpito. A Kharkiv, invece, il teatro della filarmonica è stato praticamente distrutto e non si sa neanche quale fine abbiano fatto gli strumenti, di cui era dotato. Quando la situazione lo permette, mi hanno detto, si farà un sopralluogo e si spera di recuperarli. Se così non fosse sarebbe una perdita enorme". Che cosa le dicono gli amici con i quali è ancora in contatto?

"Mi raccontano la disperazione, i lutti e la tragedia. Quello che in Italia ci dicono le televisioni e i giornali. Gli ucraini sono gente straordinaria, che nutre un fortissimo amor di patria; donne e bambini cercano di metterli in salvo, gli uomini combattono. Sono tanti anche i musicisti che imbracciano le armi al posto del violino, il loro senso della patria ha davvero dell’incredibile". Maestro, lei che cosa pensa di questa bruttissima storia?

"Ecco, appunto, che siamo di fronte a una bruttissima storia alla quale nessun cultore dell’arte e della musica poteva pensare. Non entro nel merito del conflitto, non tocca a me farlo. Voglio solanto sperare che presto la pace trionfi e che i teatri dell’Ucraina tornino di nuovo a riempirsi di spettatori plaudenti e i musicisti a imbracciare ancora il violino, non il kalashnikov".

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