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6 apr 2022

Il brodetto bandiera della città Insignito del marchio De.Co

Pacella della Pro loco: "Unicità dello zafferano, gran lavoro di ricerca". Casali: "I miei predecessori non ci hanno creduto"

6 apr 2022
Il vice sindaco Casali e i cuochi dell’Accademia del brodetto di Porto Recanati
Il vice sindaco Casali e i cuochi dell’Accademia del brodetto di Porto Recanati
Il vice sindaco Casali e i cuochi dell’Accademia del brodetto di Porto Recanati
Il vice sindaco Casali e i cuochi dell’Accademia del brodetto di Porto Recanati
Il vice sindaco Casali e i cuochi dell’Accademia del brodetto di Porto Recanati
Il vice sindaco Casali e i cuochi dell’Accademia del brodetto di Porto Recanati

Il famoso brodetto alla portorecanatese, l‘unico nelle Marche che prevede l‘uso dello zafferano, sarà insignito del prestigioso marchio De.Co ’denominazione comunale di origine’. L‘ufficialità ci sarà venerdì in Consiglio comunale, visto che tra gli argomenti all‘ordine del giorno c‘è anche l‘approvazione del regolamento De.Co. Tutto nasce da un progetto proposto dalla Pro loco, dal Centro studi portorecanatesi e dall‘Accademia del brodetto di Porto Recanati. "Il marchio De.Co è uno strumento che avrà il Comune per dare maggiore importanza a questo prodotto, e che attesta l‘unicità del nostro piatto – afferma il presidente della Pro loco, Marco Pacella -. Il nostro è da tempo annoverato tra i quattro brodetti delle Marche, insieme a quelli di Fano, San Benedetto e Ancona. Tra i documenti storici c‘è una guida del Touring Club, che risale al 1931, dove si parla del brodetto allo zafferanno del cuoco portorecanatese Giovanni Velluti. In questi mesi, i cuochi dell‘Accademia del brodetto hanno tenuto un corso all‘istituto Alberghiero di Loreto, insegnando ai cuochi del futuro la nostra ricetta. E saranno questi giovani a essere gli ambasciatori del brodetto portorecanatese". Anche l’assessore al Turismo, Giuseppe Casali, sottolinea l‘importanza del progetto. "Una volta approvato il regolamento De.Co – osserva - potranno essere inseriti altri piatti o prodotti tipici. Vogliamo creare un turismo che non duri solo due mesi l‘anno. Con il marchio De.Co abbiamo concretizzato un percorso, perché se ne parlava dal 1990, ma chi mi ha proceduto, come gli ex assessori Piscitelli e Sabbatini, non ci ha creduto o non è stato capace".

g. g.

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