di Paola Pagnanelli Si sarebbe intascato le somme dovute per la restituzione delle urne funerarie. Per questo è sotto processo Michele Pettinari, 42enne residente a Torre San Patrizio, accusato di appropriazione indebita. I fatti da chiarire sarebbero avvenuti a gennaio del 2020. la gestione del cimitero di Civitanova era affidata alla cooperativa Cosp Tecno...

di Paola Pagnanelli

Si sarebbe intascato le somme dovute per la restituzione delle urne funerarie. Per questo è sotto processo Michele Pettinari, 42enne residente a Torre San Patrizio, accusato di appropriazione indebita. I fatti da chiarire sarebbero avvenuti a gennaio del 2020. la gestione del cimitero di Civitanova era affidata alla cooperativa Cosp Tecno Service di Terni, che si occupa di servizi tra i quali la estumulazione e la cremazione delle salme. Per effettuarli, la società aveva assunto un operaio, Pettinari. Come spiegato nel corso delle indagini da una impiegata del Comune, quando le famiglie dovevano ritirare l’urna del defunto per l’affido o la dispersione o la tumulazione fuori dai cimiteri comunali, veniva dato loro il numero di cellulare di Pettinari, che si occupava di questi servizi. L’accordo prevedeva che i parenti pagassero per il ritiro dell’urna 50 euro, per i quali avrebbero dovuto ricevere una fattura. Ma alla Cosp Tecno Service sarebbero mancati degli incassi, così la cooperativa aveva fatto una denuncia alla questura di Perugia, e gli agenti del Commissariato avevano fatto le verifiche anche con il Comune. Si era scoperto che, in quei mesi, erano state restituite 151 urne e 4 casettine ossee: si trattava di 7.750 euro. Di questa appropriazione indebita è stato accusato Pettinari che, sentito dai carabinieri di Monte San Pietrangeli, lo scorso aprile avrebbe detto di aver trattenuto circa 7mila euro. Ieri il caso è finito all’esame del giudice Domenico Potetti, in udienza preliminare in tribunale a Macerata. Come chiesto dal pubblico ministero Rita Barbieri, il 42enne è stato rinviato a giudizio. Nel processo si potrà chiarire come siano andate le cose. Per l’imputato era in aula l’avvocato Giuseppe Caruana. La cooperativa umbra si è costituita parte civile con l’avvocato Gloria Loreti.