Sergio Torresi
Sergio Torresi
di Giuliano Forani Oggi si ruba di tutto, i furti sono all’ordine del giorno. Si procede con scaltrezza e temerarietà; si ruba nelle case, indifferente se al loro interno vi siamo o no i legittimi proprietari; si rubano persino i canali di scolo delle acque piovane per racimolare un po’ di rame, per non parlare di bici e scooter, ma che si arrivi persino a violare il garage delle case altrui per potare via un girello preziosissimo per chi ha difficoltà deambulatorie questo è decisamente il colmo. E’...

di Giuliano Forani

Oggi si ruba di tutto, i furti sono all’ordine del giorno. Si procede con scaltrezza e temerarietà; si ruba nelle case, indifferente se al loro interno vi siamo o no i legittimi proprietari; si rubano persino i canali di scolo delle acque piovane per racimolare un po’ di rame, per non parlare di bici e scooter, ma che si arrivi persino a violare il garage delle case altrui per potare via un girello preziosissimo per chi ha difficoltà deambulatorie questo è decisamente il colmo. E’ successo l’altro ieri in corso Dalmazia e a denuciare il fatto è Sergio Torresi, uno dei mitici otto fratelli che negli anni Settanta, insieme ai genitori, aprirono la pasticceria Romana, che fece di Civitanova una città particolarmente ricercata da chi voleva trascorrere un’ora a degustare una ricca colazione o un caffè per digerire. Ignoti sono penetrati all’interno dell’edificio dove, oltre ad alcuni appartamenti, ci sono gli uffici della Camera del Lavoro e quelli di un noto studio commerciale. Hanno perlustrato su tutto il pianoterra e portato via il girello grazie al quale Sergio poteva spostarsi lungo le vie del centro. Da qualche tempo ha seri problemi di deambulazione e quel girello, per lui che la vita ha abituato a stare insieme alla gente, era tutto per evitare l’isolamento. "E’ un girello che si apre e si chiude con facilità - racconta - e i ladri non hanno fatto difficoltà a portarselo via. Che cosa ne facciano non riesco a capirlo - aggiunge - per me però era tutto, anche a livello affettivo perché mi era stato regalato. Mi serviva per fare qualche passo in città e incontrare gli amici con cui fare quattro chiacchiere, e rompere la monotonia di una giornata sempre a casa a guardare la tv. Ma al di là di tutto - aggiunge - mi chiedo a che pro rubare uno strumento del genere sapendo l’uso che il suo padrone ne avrebbe fatto". Non è la prima volta che Sergio Torresi rimane vittima di un episodio così singolare. "Anni fa - racconta - rubarono il passeggino di mia figlia che allora era una bambina. Questo palazzo, peraltro, è come la Santa Casa di Loreto, un continuo viavai di persone per motivi diversi e il furto per uno di mestiere è possibile a qualsiasi ora. Stiamo a Natale, un periodo in cui un po’ tutti diventano più buoni, e l’augurio è che l’autore della bravata si ravveda e magari mi faccia ritrovare il mio girello. Lo dico per me, ma lo dico anche per i tanti cittadini ai quali ignoti ladruncoli hanno rubacchiato un po’ di tutto arrecando danni e qualche volta seminando anche paura".