Civitanova, 10 marzo 2018 - Otto marzo sull’orlo delle crisi alcoliche per alcune donne, che hanno festeggiato la ricorrenza alzando troppo il gomito. Ristoranti e bar catalizzatori della movida in rosa, l’altra notte, e da una certa ora in poi i carabinieri della Compagnia di Civitanova sono dovuti correre un po’ da tutte le parti per placare intemperanze, curare il mal d’amore, riacciuffare pedoni vaganti sulla superstrada e dare la caccia a un automobilista che, dopo avere perso il controllo dell’auto lungo corso Umberto I e fatto strike con un paio di vetture parcheggiate, invece di fermarsi è scappato via. Le emergenze sono cominciate intorno alle quattro del mattino, con gli operatori del 118 e della Croce Verde costretti a intervenire per prestare assistenza a un gruppo di ragazze ubriache. Erano alterate dal troppo alcol bevuto, quattro donzelle, e una di loro, appena arrivata al pronto soccorso dell’ospedale di Civitanova, ha dato in escandescenze, tanto che i medici hanno dovuto chiedere l’aiuto dei carabinieri.

La pattuglia dell’Arma da lì a poco è dovuta correre anche a Civitanova Alta, per tirare fuori dagli impicci un tizio che aveva sotto le finestre di casa la ex. La donna, alticcia, era davanti all’abitazione, inveiva e tirava calci alla porta, dietro cui lui si era barricato. I carabinieri l’hanno aiutata a calmarsi e l’hanno riaccompagnata a casa. Alle sei del mattino, poi, problemi in corso Umberto I.

Qui un automobilista, presumibilmente dopo aver perso il controllo della macchina, è finito contro due veicoli parcheggiati di lato e non si è fermato, motivo per cui i carabinieri hanno acquisito i filmati della videosorveglianza comunale, per rintracciare la targa. Ora il proprietario dell’auto dovrebbe avere le ore contate. Sempre verso le sei, una pattuglia si è precipitata in superstrada, perché nel tratto compreso tra gli svincoli dell’A-14 e quello della zona industriale Piane Chienti era stato segnalato un uomo che vagava a piedi sulla carreggiata stradale. All’arrivo della gazzella del tizio, però, non c’era più traccia.