Un'immagine simbolica di violenza su una donna
Un'immagine simbolica di violenza su una donna

Montecosaro, 12 settembre 2019 - Violenze in famiglia, debiti con chiunque, l’incapacità di conservare un posto di lavoro: un degrado totale per se stesso, per la moglie e i figli avrebbe scatenato un 45enne di Montecosaro, a causa della grave dipendenza dall’alcol.

La vicenda è finita ieri all’esame del tribunale, dove lui è sotto processo per il reato di maltrattamenti in famiglia. Il caso sarebbe emerso nell’autunno del 2014 quando la moglie, sfiancata, si era rivolta al Centro antiviolenza di Macerata. Lì avrebbe raccontato di aver subito un inferno: continui insulti e offese volgari, anche davanti ai figli piccoli della coppia, scenate violente con tanto di mobili spintonati via, urla, soprattutto quando l’uomo – un operaio precario – tornava a casa ubriaco. In una occasione, durante un litigio lui le avrebbe stretto le mani intorno al collo, tentando di strangolarla, ma poi l’arrivo nella stanza di uno dei figli avrebbe evitato il peggio. Spendendo tutto il poco che guadagnava in alcolici, il 45enne avrebbe lasciato la moglie senza soldi, costringendola a rivolgersi periodicamente ai servizi sociali del Comune per avere un aiuto almeno per le bollette. La donna avrebbe tentato di convincerlo a rivolgersi al Sert o alle associazioni che si occupano di curare il vizio dell’alcolismo, ma lui avrebbe rifiutato, trascinando la famiglia nel baratro.

Terrorizzata, la moglie si sarebbe ridotta a dormire tenendo un paio di forbici sotto al cuscino, per la paura di subire una aggressione da lui. Sentendo il suo racconto, dal Cenro antiviolenza partì subito il protocollo di sostegno per la donna, e al montecosarese fu imposto il divieto di avvicinamento alla moglie. In seguito lui è stato dichiarato decaduto dalla potestà genitoriale, e la coppia si è separata, senza che per altro lui contribuisse in alcun modo al mantenimento dei figli.

Ieri in tribunale si è conclusa la fase istruttoria del processo, e con l’accordo anche del pm Francesca D’Arienzo l’avvocato difensore Marica Pezzani ha rinunciato a sentire gli ultimi due testi. Il giudice Daniela Bellesi ha dunque rinviato il processo al 23 ottobre per la sentenza sulla vicenda. La ex moglie è parte civile nel processo con l’avvocato Bianca Verrillo, che ha seguito il caso dall’inizio con il Centro antiviolenza.