Civitanova Marche (Macerata), 26 aprile 2015 - CICLONE Salvini domani all’Hotel House di Porto Recanati. Il leader nazionale della Lega Nord, che ha fatto della lotta all’immigrazione uno dei punti fondamentali del programma politico, si fermerà infatti per una visita al palazzone multietnico. «Sono tantissime le segnalazioni – dice – che arrivano dal vostro territorio riguardo criminalità e immigrazione, specialmente da Civitanova e Porto Recanati. Ma anche riguardo la crisi lavorativa in vari settori, come quello della pesca e quello del calzaturiero, quest’ultimo particolarmente colpito dalla crisi delle sanzioni contro la Russia. Le zone più a rischio per episodi di illegalità, comunque, a quanto mi risulta, sono quelle della costa».

Il segretario nazionale leghista farà poi tappa anche a Macerata alle 16. Dopo Pesaro, Fano, Ancona e Porto Recanati, Salvini sarà in piazza Nazario Sauro (davanti allo Sferisterio) per incentivare la raccolta firme e per parlare alla cittadinanza. «Sarà la mia prima volta sia in città sia in provincia – spiega Salvini –. Affronterò nello specifico la questione della sicurezza, una tematica importantissima, è questo uno dei motivi per cui sento come un passaggio obbligato una visita all’Hotel House, una struttura di cui ho molto sentito parlare ma che non ho mai avuto occasione di visitare di persona. Proprio venerdì c’è stato il blitz antiterrorismo in provincia di Macerata, questo dimostra che quello della Lega non era allarmismo gratuito, ma che queste realtà esistono veramente». Per Salvini, infatti, «è ora di finirla con il buttare via soldi e tempo con strutture come questa, io sono per lo sgombero e l’esproprio di quegli appartamenti».

E ANCHE Luca Paolini, il segretario regionale della Lega, insiste su ciò che definisce «la drammatica situazione dell’Hotel House, un paese costruito in verticale – dice – che simboleggia una problematica nazionale. Il ministero dell’Interno dovrebbe farlo sgomberare, risarcire i proprietari dei 420 appartamenti e poi buttarlo giù. La visita di Salvini sarà un’occasione per riportare l’attenzione pubblica su questo problema, ormai di livello nazionale». Su Deborah Pantana, candidata sindaco per Forza Italia alle comunali, poi, Paolini fa il punto: «Non c’è stato nessun esposto formale, solo una segnalazione data immediatamente alla stampa, la Prefettura e l’Ufficio affissioni non appena ci siamo resi conto che su un manifesto della Pantana compariva slogan ‘noi con Salvini’, che non è utilizzabile in nessuna Regione sopra la linea ideale del Tronto».