Marco Seri, lei ha raccontato di non riuscire a trovare personale per la sua Osteria Conte de Vico. È vero che ha offerto contratti da duemila euro per un aiuto in cucina ma nessuno ha accettato? "Purtroppo è così, non si sono presentate moltissime persone e le poche che lo hanno fatto non hanno accettato le condizioni". Quali sono state le motivazioni dei rifiuti? "Per molti è un problema di orario, non ho trovato disponibilità soprattutto per quanto riguarda il week-end. Ma il...

Marco Seri, lei ha raccontato di non riuscire a trovare personale per la sua Osteria Conte de Vico. È vero che ha offerto contratti da duemila euro per un aiuto in cucina ma nessuno ha accettato?

"Purtroppo è così, non si sono presentate moltissime persone e le poche che lo hanno fatto non hanno accettato le condizioni".

Quali sono state le motivazioni dei rifiuti?

"Per molti è un problema di orario, non ho trovato disponibilità soprattutto per quanto riguarda il week-end. Ma il problema principale è che molti non sanno il significato di essere un aiuto in cucina. Non è una cifra esorbitante, anche se è sicuramente buona, perché bisogna espletare mansioni autonomamente, non posso spiegare come si condisce un’insalata. È un lavoro faticoso per cui ho cominciato a cercare da maggio per settembre e si sono presentati in pochi e in buona parte apprendisti. Le leggi costringono a pagarli almeno 1.200 euro e non possono lavorare dopo mezzanotte. Per il settore della ristorazione sono delle scogliere importanti".

La difficoltà emerge solo con i giovani, o c’è una reticenza generale?

"Ad aver rifiutato le condizioni sono state fasce di età molteplici. Magari un fatto che ha messo in difficoltà in particolare i candidati più giovani sono stati i weekend in full-time. Tuttavia, il problema è generalizzato e non è ridotto solamente a loro".

Questa penuria di personale quanti danni vi ha causato?

"Nella stagione estiva ho dovuto mandare via ogni giorno 30-40 persone proprio per questo. Ho provato con dei contratti part-time da 850 euro, ma non sono stati abbastanza. In molti mi hanno chiesto di essere assunti in nero, piuttosto mi denuncio da solo. Si tratta di rischiare una multa di 5.000 euro per ogni lavoratore senza contratto e non farebbe altro che peggiorare la situazione".

Viste le difficoltà, chiede qualcosa all’amministrazione per poter uscire da questo stallo?

"La nostra è una categoria massacrata e va sempre peggio. Non c’è un locale senza personale in nero. Servirebbe un aiuto concreto da parte dell’amministrazione. Ad esempio, la decurtazione del 20% sulla Tari non può essere abbastanza, semmai è adeguato pagare il 20% dell’importo, visto che sono stato chiuso. Anche lo sconto sul suolo pubblico ha dei problemi: l’iter dura fino a 60 giorni fra l’invio della domanda, la richiesta della perizia di un geometra ed altro. Ho perso almeno un mese cominciando con i coperti all’esterno a giugno piuttosto che a maggio".

Enrico Panichelli