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1 apr 2022

Morte di Cameyi: dopo dodici anni il processo

La 12enne sparì da casa e i resti vennero ritrovati a distanza di mesi in un terreno. Il fidanzato accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere

paola pagnanelli
Cronaca
Il pozzo degli orrori (archivio De Marco)
Il pozzo degli orrori (archivio De Marco)
Il pozzo degli orrori (archivio De Marco)

di Paola Pagnanelli

A distanza di 12 anni dalla morte di Cameyi Mosammet, la 15enne scomparsa nel nulla il 29 maggio del 2010, prenderà il via giovedì 7 aprile il processo in corte d’assise a Monir Kazi, il ragazzo all’epoca 20enne che era il suo fidanzato. Per l’accusa, avrebbe ucciso la ragazzina per la gelosia. Cameyi, originaria del Bangladesh, viveva con la sua famiglia ad Ancona, in condizioni molto modeste. La mattina del 29 maggio di 12 anni fa uscì, come sempre, per andare alla scuola media Marconi. Ma in classe non arrivò mai. Dopo la denuncia dei familiari, partirono una serie di ricerche e indagini. Grazie alle telecamere della stazione si scoprì che la ragazzina era andata in treno. A quel punto, si fecero dei controlli anche a Porto Recanati, dove abitava Kazi, un ventenne connazionale che lei frequentava. Anche alla stazione di Porto Recanati c’erano le immagini della ragazzina. Il portiere dell’Hotel House, dove abitava il ragazzo, disse di averla vista quella mattina. Ma della ragazzina non c’erano tracce. Il ventenne fu indagato per sottrazione di minore, la famiglia di Cameyi fu sospettata di aver allontanato una figlia che sembrava troppo occidentalizzata. Ma alla fine le indagini della procura di Ancona non portarono a nulla.

La storia rimase senza soluzione fino al 28 marzo del 2018 quando per caso, da un terreno vicino all’Hotel House, spuntarono delle ossa. Recuperate e analizzate, quelle ossa si rivelarono i poveri resti della ragazzina. Dopo ulteriori indagini condotte dalla Squadra mobile di Macerata, Monir Kazi è stato accusato di omicidio aggravato dai futili motivi: il ragazzo l’avrebbe uccisa perché geloso di un altro amico che lei frequentava.

Il reato di occultamento di cadavere, intanto, è già prescritto. A questo punto per lui, che nel frattempo era tornato in Bangladesh ma avrebbe ancora dei parenti in zona, si apre il processo. La corte d’assise, composta dal presidente Andrea Belli con a latere il giudice Daniela Bellesi, ha fissato la prima udienza per il 7 aprile, per i primi adempimenti. L’imputato è difeso dall’avvocato Marco Zallocco. La madre e i tre fratelli di Cameyi sono parti civili con l’avvocato Luca Sartini.

Sempre il 7 aprile peraltro la corte ha già fissata un’udienza anche per il processo sull’omicidio di Rosina Carsetti, avvenuto a Montecassiano. Due tristi storie che hanno avuto come vittime due donne, una ragazzina e una anziana, allo stesso modo indifese.

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