Omicidio Civitanova, Alika verrà sepolto a San Severino. Quando il funerale?

La Procura ha dato il nulla osta per la restituzione del corpo dell'ambulante ucciso in pieno centro sotto gli occhi dei passanti

Civitanova Marche, 3 agosto 2022 - Alika Ogorchuckwu, l'ambulante nigeriano ucciso venerdì scorso nel centro di Civitanova Marche, sarà sepolto a San Severino, la città nella quale abitava con la moglie Charity e il figlio Emmanuel.

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Fiori e messaggi sul luogo del delitto
Fiori e messaggi sul luogo del delitto

E' quanto al momento avrebbe deciso la famiglia della vittima. La procura di Macerata che coordina le indagini sulla morte di Alika, ha dato il nulla osta per la restituzione del corpo, ma non è stata fissata ancora la data del funerale perché si attende l'arrivo di alcuni parenti della famiglia dalla Nigeria. Ma con tutta probabilità verrà celebrato la settimana prossima.

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La proposta di Verducci (Pd): "Intitolare quella strada ad Alika"

"La morte di Alika ci chiama in causa tutti. Non è un fatto privato di cronaca, non riguarda solo lo strazio della sua sposa o l'incredulità del suo bambino, né solo il dolore e la rabbia della comunità nigeriana. L'omicidio di Alika riguarda tutti noi, il mondo e la società in cui vogliamo vivere". Così il senatore del Pd Francesco Verducci in Aula parla i del decesso del venditore ambulante nigeriano 39enne, Alika Ogorchuckwu, ucciso a Civitanova Marche.

"La cosa inaccettabile - sottolinea - sarebbe rimuovere quello che è successo, non parlarne e fare finta di nulla. Serve invece una reazione civile che scuota le coscienze di ognuno. Abbiamo il dovere di chiederci perché è successo e di manifestare tutti insieme nel luogo dove Alika è stato ucciso e fare in modo che quel pezzo di strada, quel pezzo di città porti il suo nome, affinché a settembre i ragazzi delle scuole possano anch'essi deporre un fiore e dire: mai più alla violenza, all'indifferenza, alla paura e alle discriminazioni. Alika è morto da straniero, ma non era uno straniero. Era ed è un nuovo italiano, come la sua sposa e suo figlio Emmanuel, che è nato in Italia e studia in Italia. C'è un modo che abbiamo per onorare l'esistenza di Alika, il futuro di suo figlio e dei nostri figli ed è costruire una società aperta, solidale e inclusiva per tutti".