Il dottor Giovanni Benedetti, primario del reparto di oncologia di Civitanova
Il dottor Giovanni Benedetti, primario del reparto di oncologia di Civitanova
di Franco Veroli Ieri, all’ospedale di Civitanova, è stato inaugurato il nuovo reparto di day hospital di oncologia. Un’inaugurazione non rituale, visto che l’iniziativa del giorno è stato un convegno di elevato livello scientifico, all’hotel Cosmopolitan, promosso dalla struttura dipartimentale di oncologia di Civitanova, del quale è responsabile il dottor Giovanni Benedetti. Nel novembre di quattro anni fa, nel sottolineare la crescita del reparto, Benedetti evidenziò la necessità di avere più spazi, visto che quelli disponibili erano ormai insufficienti. Ora, dopo una serie di interventi, la situazione è decisamente cambiata. "La superficie degli spazi del...

di Franco Veroli

Ieri, all’ospedale di Civitanova, è stato inaugurato il nuovo reparto di day hospital di oncologia. Un’inaugurazione non rituale, visto che l’iniziativa del giorno è stato un convegno di elevato livello scientifico, all’hotel Cosmopolitan, promosso dalla struttura dipartimentale di oncologia di Civitanova, del quale è responsabile il dottor Giovanni Benedetti. Nel novembre di quattro anni fa, nel sottolineare la crescita del reparto, Benedetti evidenziò la necessità di avere più spazi, visto che quelli disponibili erano ormai insufficienti. Ora, dopo una serie di interventi, la situazione è decisamente cambiata. "La superficie degli spazi del reparto è molto più ampia. Abbiamo due ambulatori in più per i medici, due stanze in più per le terapie, un ambulatorio per gli infermieri e una stanza in più per l’accoglienza, con una sala d’aspetto molto più grande". Un restauro e un ampliamento molto importante, considerato il fatto che sono circa 500 i pazienti che ogni anno afferiscono al reparto, e ben 7.000 sono gli accessi per prestazioni di day hospital. Molti risiedono nei Comuni della provincia di Macerata, ma ce ne sono tanti che arrivano anche da altre province marchigiane, in particolare dal Fermano e dalla vicina Area Vasta 4 di Fermo, a testimonianza della necessità di cure diffusa nel territorio. "Abbiamo più spazi e luoghi più confortevoli che ci consentono di migliorare la qualità dell’accoglienza – prosegue Benedetti – con dodici poltrone e due posti letto per le terapie, con un accesso medio giornaliero di 25 persone". "Tutti i pazienti sono seguiti da quattro medici e quattro infermieri – spiega ancora il primario –, ormai collaudati nel lavoro di squadra, soprattutto sul fronte di tre tipi di tumore (melanomi, polmone e rene) rispetto ai quali abbiamo istituito dei gruppi multidisciplinari". Non a caso, al centro dell’incontro di ieri c’era il fatto che la moderna oncologia si basa su nuove prospettive terapeutiche che influenzano positivamente la prognosi della maggior parte delle neoplasie maligne, anche nelle fasi avanzate. A Civitanova, infatti, per combattere il tumore, da diversi anni accanto alla chemioterapia si usano farmaci biologici mirati, che sono meno tossici e più efficaci, e quelli per l’immunoterapia che, in buona sostanza, riattivano il sistema immunitario del paziente, riuscendo a fare sì che riconosca e colpisca le cellule tumorali. "Non tutti i pazienti, però, reagiscono all’immunoterapia, siamo nell’ordine del 30 o 40%", sottolinea ancora Benedetti, primario del reparto di oncologia dell’ospedale di Civitanova. Fatto sta che la possibilità di sopravvivenza, in particolare per alcuni tipi di tumore, è aumentata significativamente. E non mancano dei casi davvero particolari. "Sette anni fa è arrivato in ospedale un signore in sedia a rotelle: non poteva camminare a causa di un tumore al polmone che aveva aggredito anche le ossa – racconta ancora il primario Benedetti –. Dopo un’iniziale fase di chemioterapia, è stato sottoposto al trattamento con l’immunoterapia, a seguito del quale c’è stata una completa regressione della malattia. Ora, pur dovendo continuare la terapia, conduce una vita sostanzialmente normale". Guai, però, a parlare di miracoli, visto che non tutti reagiscono positivamente all’immunoterapia. Di certo, però, sono stati fatti gli importanti passi in avanti.