Resti di bivacchi davanti all’Inps nel parcheggio del parco Cecchetti (foto De Marco)
Resti di bivacchi davanti all’Inps nel parcheggio del parco Cecchetti (foto De Marco)

Civitanova, 15 novembre 2019 - La presenza, costante, di tossicodipendenti al parco Cecchetti torna fortemente in primo piano. È di ieri la notizia di una donna, armata di siringa, che ha tentato di rapinare la tabaccheria della vicina via Cecchetti, con la delinquente (messa in fuga dal padre ottantenne della titolare) che è poi scappata in direzione proprio del parco. Area che è ormai diventata zona adatta a compiere di tutto o quasi, tra episodi di spaccio e bivacchi.

Ma, col tempo, i luoghi per bucarsi si sono moltiplicati, tanto che i tossici vanno persino a farsi in spazi più lontani dal polmone verde, e nemmeno troppo appartati. Un esempio è via Luigi Versiglia, arteria che percorre il moderno complesso di palazzine di pregio, luogo quindi sempre transitato da residenti o lavoratori, essendoci molti uffici e banche. Verso il fondo della strada, ad est, c’è una cabina dell’elettricità, dove i soliti si nascondono per drogarsi, in barba al fatto che ci siano molte abitazioni. I rimasugli sono ovunque. Tappetti e carte di siringhe sono in bella vista, mentre appena dietro a una cassetta ci sono diverse siringhe.

Altre sono state lanciate oltre il selciato, dove ci sono i cantieri. Al parco, quindi, la situazione è sempre la stessa, con bottiglie di vetro abbandonate dove capita e un presidio costante, con un gruppetto di persone che si piazza sulle panchine a bivaccare. Anche ieri mattina, stesso copione. A fare un controllo è passata una pattuglia dei carabinieri, ma alla vista delle forze dell’ordine, il gruppetto si è rapidamente sparpagliato. Un problema atavico di questo luogo, in cui da anni e anni si deve affrontare un degrado che non sembra conoscere fine.

Sono gli stessi residenti che si trovano nei paraggi a invocare un cambio di passo. Com’è vissuta la convivenza forzata? «Davanti all’Inps – racconta un residente – ci sono persone che si accampano tutto il giorno, 24 ore su 24. Così al parco si fa fatica ad andare, è assediato. Non ci si sente tutelati, non viene voglia di passeggiarci. Una soluzione in tutta la zona potrebbe essere il potenziamento dell’illuminazione. O, perché no, anche quella di trovare un modo per rendere l’area chiusa al pubblico durante la notte, come avviene in molti spazi pubblici delle grandi città, e non solo. Almeno le persone non verrebbero qui a dormire».

«I parchi – sono le parole del sindaco Fabrizio Ciarapica – costituiscono le zone maggiormente al centro dell’attenzione delle forze dell’ordine e dell’amministrazione. Diverse volte in prefettura abbiamo posto sul tavolo la questione, l’ultima proprio lunedì. Abbiamo anche coinvolto il questore Antonio Pignataro e c’è la massima attenzione sulla problematica. C’è da tutte le parti la volontà di intensificare il controllo. Pure da parte nostra, tanto che stiamo organizzandoci al parco con servizi specifici della polizia locale, come avevamo fatto a inizio mandato per contrastare la presenza di carovane in città. Sul fronte del controllo del territorio – ha aggiunto il sindaco –, dovrebbero partire a breve i lavori per installare un servizio di videosorveglianza in tre parchi della città, e il ribasso di asta andrà a finanziare anche il posizionamento di cinque o sei telecamere nell’area verde ex Cecchetti».

«Un’area che, purtroppo, rimane chiusa su se stessa – ha continuato Ciarapica – e come tale diventa luogo difficile da sorvegliare, perché appartato. Sicuramente l’apertura del sottopasso di via Venezia porterebbe maggiore movimento e migliorerebbe la situazione attuale».