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12 apr 2022

"Posso ucciderti davanti a tutti" Stalking alla ex, 26enne patteggia

Minacce continue, un controllo ossessivo frutto di una gelosia morbosa, fino ad arrivare a una aggressione davanti alla scuola di lei: "Sono impazzito per colpa tua, capace di ucciderti qui davanti a tutti, vuoi vedere? Non ho paura dell’allontanamento, vuoi vedere come posso comunque tirarti una coltellata"? Accusato di stalking e lesioni, ha patteggiato ieri un anno e dieci mesi di reclusione un 26enne di Porto Recanati. I fatti sono successi dal settembre 2020 fino al novembre scorso, con un crescendo. Prima il ragazzo tormentava la ex, una 17enne, chiedendole di tornare insieme, arrivando a offenderla in una gelateria dove lei era con la madre e un’amica con volgarità pesanti. A novembre, dopo una riappacificazione, aveva messo in atto un controllo paranoico, impedendo alla ragazza di uscire con le amiche, parlare con i compagni di classe, andare a ballare. Aveva iniziato a insultare i genitori di lei, anche per strada, sul lungomare o davanti casa loro. Poi erano iniziati i messaggi di minacce: "Ti rovino la vita, stai a cinque minuti da casa mia, posso trovare il modo di vederti. Ho mille modi per farti stare di m...". Una volta la madre della ragazza, chiamata dalla figlia spaventata, era stata inseguita in auto da lui che non voleva lasciarla andare. La situazione era via via degenerata, erano iniziati gli appostamenti sotto casa, quando lei usciva per andare a scuola e poi all’uscita di scuola. E proprio davanti al suo istituto, a novembre, c’era stata l’aggressione fisica. Dopo averla minacciata davanti a tutti, il ragazzo le aveva stretto le mani intorno alla gola togliendole il respiro. Per fortuna erano intervenuti gli altri studenti, uno di loro si era anche preso un pugno. Il 26enne era fuori di sé. Difeso dagli avvocati Luca Sartini e Marcello Pierdicca, il portorecanatese ha patteggiato la pena con il pm Enrico Barbieri, ieri davanti al giudice dell’udienza preliminare Domenico Potetti, in tribunale a Macerata. In aula erano presenti la ragazzina e i genitori, assistiti dagli avvocati Maurizio Ballarini ed Emanuele Salsedo.

Paola Pagnanelli

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