Quotidiano Nazionale logo
Quotidiano Nazionale logo
il Resto del Carlino logo
29 mag 2022

Protesta della marineria: pescherecci fermi per un’altra settimana

Vongolari e piccola pesca pronti a unirsi alla serrata degli armatori, pressing sul governo per misure contro il caro gasolio

29 mag 2022
Francesco Caldaroni è il leader degli armatori civitanovesi
Francesco Caldaroni è il leader degli armatori civitanovesi
Francesco Caldaroni è il leader degli armatori civitanovesi
Francesco Caldaroni è il leader degli armatori civitanovesi
Francesco Caldaroni è il leader degli armatori civitanovesi
Francesco Caldaroni è il leader degli armatori civitanovesi

Pescherecci inchiodati in porto anche la settimana prossima. Come avevano preannunciato gli armatori, la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto legge che stanzia 20 milioni per la filiera ittica non può bastare a fugare le preoccupazioni sulle prospettive di un lavoro che, al momento, garantisce poco o nulla in termini di redditività. Nei giorni scorsi, dopo la manifestazione di Ancona, i pescatori di Civitanova sono andati assieme ad altri a Cesenatico per persuadere i colleghi romagnoli a non rompere il fronte. Missione compiuta. Vedremo lunedì se qualche altra marineria si sarà sfilata o meno, riprendendo il mare. Comunque sia, la quasi totalità delle flotte resterà ancorata nei porti. Non solo. È stata sollecitata la solidarietà dei vongolari e degli addetti alla piccola pesca, a Civitanova come altrove. Francesco Caldaroni ha strappato al telefono la disponibilità, almeno in via di principio salvo determinazioni diverse da parte dalle rispettive assemblee. Verosimile dunque che da domani, per un periodo non quantificabile al momento, non escano dal porto neppure le turbosoffianti e i barchini che invece hanno lavorato come sempre nei giorni scorsi. Dicevamo prima dei 20 milioni da erogare al comparto della pesca nell’ambito dell’emergenza Covid. In realtà saranno solo 15, visto che 3 milioni e mezzo saranno destinati all’acquacoltura e un milione e mezzo andrà a Regioni e Province autonome, che poi gratificheranno le imprese della pesca in acque interne. Alla fine resteranno solo tra i 3 e i 4.000 euro a barca, tra l’altro non esigibili da chi dovesse avere conti in sospeso con l’Inps. E in questa fase emergenziale sono tante le imprese in ritardo coi versamenti. Agli armatori premono altri interventi di governo e Ue, a cominciare da misure che tamponino nell’immediato i vertiginosi rincari del prezzo del gasolio, che li sta mandando alla rovina.

Mario Pacetti

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?