Civitanova Marche (Macerata), 9 aprile 2016 – Un esposto contro il premier Matteo Renzi, per la frase sul referendum contro le trivellazioni in mare. A presentarlo ieri mattina è stata una pensionata civitanovese.

Potrebbe sembrare Davide contro Golia ma lei, Giovanna Capodarca Agostinelli, è determinata: «Non conosco le leggi, non so parlare bene in pubblico come un politico o un avvocato, ma non ho per niente apprezzato che il presidente del Consiglio abbia cercato di boicottare l’unico strumento che hanno i cittadini per dire la loro».

Per questo ieri, accompagnata dall’avvocato Marco Massei, è andata alla caserma dei carabinieri e ha depositato il suo esposto. Nel mirino c’è una frase del capo del governo, «spero che il referendum fallisca», pronunciata durante una diretta di «Matteorisponde» via Twitter e Facebook.

Sia la legge elettorale che la legge istitutiva del referendum puniscono il pubblico ufficiale o chi sia investito di un pubblico potere o funzione civile che induce all’astensione; la pena prevista è la reclusione da sei mesi a tre anni.

«Andando in giro per uffici pubblici in questi giorni – racconta la civitanovese –, mi sono accorta che moltissime persone, anche dipendenti comunali, non sapevano molto del referendum, perché se ne è parlato poco. Per giunta, il presidente del Consiglio si è permesso di dare indicazioni del genere, sebbene la legge sia tanto chiara. Mi è sembrato assurdo».

Quanto al tema del voto, «mi sono informata sulle trivellazioni, e sembra che dei rischi ci siano, di cui soprattutto dovremmo preoccuparci noi che viviamo sulla costa. Ma non è solo questo. Noi cittadini abbiamo solo lo strumento del referendum per dire la nostra. Stiamo subendo decisioni di ogni genere. Se almeno ogni cittadino facesse quello che è in suo potere, potrebbe forse essere un campanello d’allarme per i politici. Per me quella frase è una presa in giro: mi si vuole togliere anche l’unico momento in cui posso dire la mia? Io sono timorosa, non conosco la legge, sono una persona semplice, ma non per questo devo subire ogni cosa; certi soprusi li capiscono anche le persone ignoranti».

Cosa spera di ottenere con questo esposto? «Voglio che se ne parli. Sembra che nessuno qui possa più dire nulla e invece una normale cittadina si è permessa di contestare il presidente. Vediamo se risponde». «La battaglia non è politica – conclude l’avvocato Massei, che ha seguito gli aspetti tecnici dell’esposto –, anzi Giovanna Capodarca Agostinelli si può definire una progressista. Quello che solleva è un problema di ordine civico e di correttezza istituzionale: il referendum è un istituto di democrazia diretta, non si può dire di non andare a votare».