Alessandra Guidi, vicecapo della polizia, è intervenuta ieri al convegno sulla sicurezza organizzato dal Comune (foto De Marco)
Alessandra Guidi, vicecapo della polizia, è intervenuta ieri al convegno sulla sicurezza organizzato dal Comune (foto De Marco)

Civitanova, 1 dicembre 2018 - "Nell'ultimo anno sono diminuite tutte le tipologie di reato, anche se sappiamo che questa provincia è stata scossa da fatti gravissimi, penso all’omicidio di Pamela Mastropietro, all’azione criminale di Traini e ad altri eventi che hanno inciso sulla percezione della sicurezza".

Parole del vicecapo della polizia di stato, Alessandra Guidi, intervenuta ieri a Civitanova al convegno «Sicurezza urbana, criticità e prospettive», organizzato dal Comune. «Nel rapporto tra l’anno scorso e lo stesso periodo del 2018, vediamo che in Italia i delitti sono diminuiti dell’8,4% e i reati contro il patrimonio e le rapine del 9,4% – ha detto il prefetto Guidi –. Questa provincia conferma i dati nazionali: le Marche che sono una delle regioni più sicure del Paese, con una andamento della delittuosità che ha avuto una decisa riduzione, del 16,6%. Un calo in tutte le tipologie di reato».

«Ma se noi – ha sottolineato – andassimo a chiedere ai cittadini se oggi si sentono più sicuri dell’anno scorso, direbbero che non è così». L’aumento dell’insicurezza percepita ha molteplici cause, partendo dal fatto che in generale «se le azioni criminali di più alto valore penale sono diminuite – ha ammesso la Guidi –, non sempre è lo stesso per i reati di microcriminalità, come i furti in appartamento, il cui andamento è stabile. Questi reati vanno a turbare maggiormente il cittadino, e sono giustamente visti come intollerabili, perché entrano nella sfera privata», specie in una provincia «tradizionalmente tranquilla».

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Poi il senso di insicurezza è legato a una comunicazione mediatica «sempre più alla ricerca di elementi attrattivi» e al megafono dei social network. Quindi «paura del diverso, visto il fenomeno di immigrazione che ha interessato il Paese e la crisi economica».

«La sicurezza è diventata un concetto molto più ampio – ha sottolineato la vicecapo della polizia di stato –, che chiama un’azione complessa di più soggetti». Il concetto era stato introdotto anche dal sindaco Fabrizio Ciarapica. «La sicurezza è un tema molto ampio – ha esordito nel convegno –, non è qualcosa demandato esclusivamente alle forze dell’ordine, ma è un obiettivo da raggiungere insieme. Una città è sicura se le strade sono frequentate, se c’è la presenza di spazi pubblici, di negozi e di attività commerciali, se la città riesce a ispirare senso di fiducia».

Quindi «la disposizione e l’organizzazione di spazi urbani influiscono sul loro livello di sicurezza», pertanto «una buona o cattiva progettazione contribuisce a rendere una città più o meno sicura», con i centri urbani che dovrebbero essere «luoghi in cui le persone si incontrano e la vita sociale si manifesta».

Il professor Gerardo Villanacci ha osservato come la sicurezza urbana si accosti a un concetto «multidisciplinario del fenomeno: non va vista solo dal punto di vista giuridico, ma anche antropologico e altro». Presenti le maggiori cariche militari e istituzionali del territorio e pure del Fermano.