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6 mag 2022

"Sono partita che ero commessa, torno da attrice protagonista"

Sofia Boschi con ’Memento Mori’ chiude la stagione del Mugellini "Lo spunto è una metafora sul gioco degli scacchi"

6 mag 2022
giorgio giannaccini
Cronaca
L’amore di Sofia Boschi per il teatro è sbocciato all’età di 6 anni
L’amore di Sofia Boschi per il teatro è sbocciato all’età di 6 anni
L’amore di Sofia Boschi per il teatro è sbocciato all’età di 6 anni
L’amore di Sofia Boschi per il teatro è sbocciato all’età di 6 anni
L’amore di Sofia Boschi per il teatro è sbocciato all’età di 6 anni
L’amore di Sofia Boschi per il teatro è sbocciato all’età di 6 anni

di Giorgio Giannaccini

Tornerà nella sua città da protagonista la giovanissima attrice Sofia Boschi, 25 anni appena, con lo spettacolo "Memento Mori", in programma domani alle 21.15 nel teatro Mugellini. Questo è l’appuntamento che chiude la stagione teatrale di Potenza Picena, e vedrà in scena la compagnia bolognese "Collettivo Crisi Collettiva". Sul palco, oltre alla portopotentina Boschi, ci sarà l’attore anconetano Filippo Gonnella, in una commedia scritta e diretta da Elia Montanari e Beatrice Zanin.

Boschi, quando è nato il suo amore per il teatro?

"Già a sei anni, perché frequentavo la scuola di danza dell’asd Ritmosfera, una realtà locale che è stata fondamentale, perché mi ha permesso di esibirmi anche in Canada con dei musical. Poi, a 22 anni, ho deciso di trasferirmi a Bologna per frequentare la scuola di teatro Alessandra Galante Garrone, dove mi sono diplomata a dicembre 2020. All’epoca fu una decisione particolare, lavoravo in un negozio come commessa, ma mi sentivo incompleta e ho osato".

E come nasce questa commedia che la vede protagonista?

"Con dei miei ex compagni di corso ho fondato il collettivo, tant’è che siamo tutti tra i 24 e i 25 anni. In pratica l’idea è venuta durante il lockdown, quando ci siamo chiesti se realmente stessimo vivendo la nostra vita appieno. E la trama è semplice: una ragazza entra in un bar con una scacchiera in mano, mentre il barista è a fine turno. Insomma, il futuro e il passato dei due protagonisti si intrecceranno, attraverso una metafora sul gioco degli scacchi, dove ognuno deve fare la sua mossa".

A chi vi siete ispirati?

"Sicuramente a Beckett, visto che ci si interroga sull’esistenza, con l’intento di rivolgersi sia alle nuove generazioni che ai più adulti. Il tutto è poi condito da uno stile ironico e comico, con il messaggio profondo che nella vita non si deve solo prendere una decisione, ma bisogna viverla".

E’ emozionata per questo ritorno a casa?

"Moltissimo. Torno da chi mi ha avviato al teatro e dalla mia famiglia, e l’aspettativa su di me è davvero alta".

Qual è la sua giornata tipo?

"Molto frenetica: di mattina faccio corsi di recitazione nelle scuole, il pomeriggio la baby sitter e di sera le prove. E’ un grosso ma necessario sacrificio, anche perché nel settore dello spettacolo c’è un giro ridotto di soldi".

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