di Valentina Cannone Per la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, l’associazione Donne Stelle, nata attraverso un gruppo Facebook lanciato da Maria Arco Boiano (presidente), ha divulgato sulla pagina social un video informativo al fine di incoraggiare e spronare le donne o gli uomini vittime di soprusi e maltrattamenti a denunciare i violenti. Nel video sono presenti l’avvocato cassazionista Maria Cristina Tasselli e la presidentessa...

di Valentina Cannone

Per la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, l’associazione Donne Stelle, nata attraverso un gruppo Facebook lanciato da Maria Arco Boiano (presidente), ha divulgato sulla pagina social un video informativo al fine di incoraggiare e spronare le donne o gli uomini vittime di soprusi e maltrattamenti a denunciare i violenti. Nel video sono presenti l’avvocato cassazionista Maria Cristina Tasselli e la presidentessa dell’associazione. "Questa giornata è molto importante: l’associazione, grazie a molti professionisti, si sta dando da fare per una battaglia fondamentale, che riguarda il cambio di paradigma delle case famiglia – dice Boiano –. Non è possibile che a oggi una persona vittima di violenza debba essere costretta a subire un ulteriore trauma, a lasciare il proprio ambiente e la propria vita, mentre chi pratica la violenza rimane indisturbato alla quotidianità. Queste persone vanno denunciate e seguite, in definitiva curate, soprattutto nelle situazioni in cui ci sono anche bambini". In seconda battuta, l’avvocato Maria Cristina Tasselli parla dell’aspetto legale, con l’introduzione della legge 69 del 2019, il cosiddetto "Codice rosso". "Negli ultimi anni, il legislatore ha aumentato fortemente le tutele nei casi di violenza di genere. Il "Codice rosso" è certamente il principale. C’è scarsa informazione su questo tema, ad esempio per il reato di violenza sessuale il tempo per poter denunciare è aumentato da sei mesi fino a un anno – spiega –. Parimenti importante anche la legge 119 del 2013, che ha modificato il testo unico delle spese di giustizia, consentendo così sia alla maggior parte dei reati del "Codice rosso", sia ad altri reati come la prostituzione minorile o la riduzione in schiavitù, di accedere al gratuito patrocinio. Tutte le spese sono quindi a carico dello Stato, indipendentemente dai requisiti di reddito del richiedente, ogni persona offesa può avere una tutela gratuita in sede giudiziale". Entrambe, a una sola voce, tengono a sottolineare l’importanza della denuncia come passo fondamentale verso la libertà e la dignità. Conclude Boiano: "Siamo stanche di vedere anche sui media figure di donne tumefatte e deboli di fronte alle violenze. C’è bisogno di ristrutturare la figura della donna, di dare immagine di forza e dignità. Iniziamo dalle piccole cose".