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Civitanova, la rivelazione dopo l'arresto per spaccio. "Sono stato uno scafista"

Processo al tunisino, ma quell’accusa agli atti non risulta

di PAOLA PAGNANELLI
Ultimo aggiornamento il 1 settembre 2018 alle 07:24
Il frutto del sequestro delle Fiamme Gialle

Civitanova Marche, 1 settembre 2018 -  Si è presentato come ex scafista, si è detto pronto a tornare in Tunisia, alla fine ha patteggiato un anno e mezzo di reclusione per spaccio di cocaina ed è tornato in libertà. Si è chiuso così, ieri, il processo a Karim Chaabane, 24enne tunisino, clandestino, arrestato mercoledì dalla Guardia di finanza di Civitanova. I militari avevano fatto una perquisizione a casa sua, in via Colombo, e grazie al fiuto del cane avevano trovato, nel cassetto del comodino, 37 grammi di cocaina e 0,8 di hashish. Il ragazzo era stato messo ai domiciliari, in attesa del processo di ieri, a Macerata.

Davanti al giudice Enrico Pannaggi, difeso dall’avvocato Domenico Biasco, ha detto di essere arrivato in Italia a ottobre del 2017, e di essere stato per otto mesi in carcere ad Agrigento, perché scafista, uno di quelli che portano gli immigrati dall’Africa all’Italia: questa accusa agli atti non risulta, sebbene sia stato identificato con le impronte digitali, ma lui ha assicurato che era così.

Uscito dal carcere, un paio di mesi fa sarebbe arrivato a Civitanova, con l’intenzione però di tornare in Tunisia, progetto finora non riuscito, perché la questura avrebbe i suoi documenti. Per la cocaina ha patteggiato la pena con il pm Francesca D’Arienzo, con la condizionale, perché risulta incensurato; e dunque è tornato libero.

 

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