Ragazze e ragazzi fotografati al di fuori dell’istituto scolastico durante la pausa pranzo
Ragazze e ragazzi fotografati al di fuori dell’istituto scolastico durante la pausa pranzo

Civitanova (Macerata), 10 ottobre 2021 - I cinquanta minuti della discordia che mettono in crisi il liceo ’Leonardo da Vinci’ di Civitanova. Sono quelli che i 900 studenti debbono trascorrere ogni venerdì fuori dalla scuola, dopo le lezioni del mattino, in attesa del rientro pomeridiano perché manca la vigilanza interna del personale non docente. Il rientro serve per coprire il monte ore annuo previsto dalle disposizioni ministeriali, e nello stesso tempo lasciare inalterato il calendario interno di cui si è dotata la scuola anni fa per poter dare il sabato libero. Scelta che sta bene a tutti, naturalmente, ma che quest’ anno pone grossi problemi. O meglio, a porli è il fatto che molti di quei ragazzi debbono trascorrere l’intervallo, durante il quale consumano il pasto, fuori dalle pertinenze scolastiche, sparsi lungo i marciapiedi o, in caso di bel tempo, nei prati del vicino parco. Cosa certamente gradita quando il clima lo permette, ma l’inverno che avanza non è la stagione migliore per un pic nic all’aperto. Già l’altro ieri, peraltro, si son viste le prime avvisaglie. Piovigginava, c’era una forte umidità e nè mancava qualche fresca folata di levante.
I

ragazzi si sono arrangiati riparandosi sotto tettoie e pensiline, ma – dicono – non si può andare avanti così. Poi c’è il problema della sicurezza e a porlo sono ovviamente le famiglie. "Ragazze e ragazzi sono quasi tutti sono minorenni – si lamentano i genitori – e non possiamo lasciarli in mezzo alla strada dopo le pesanti lezioni del mattino. La richiesta, che si sta facendo pressante, è che quel breve intervallo i loro figli lo possano trascorrere all’interno dell’istituto. L’ipotesi di 900 ragazzi liberi e senza assistenza all’interno della scuola che dirige, mette però i brividi a Valentina Cannizzaro, la preside.
 

Far lezione in un liceo per mezza giornata, infatti, è dura per tutti e gran parte dei docenti, per i quali non c’è nessun obbligo, non se la sente di trascorrervi pure l’ intervallo tra le ore del mattino e quelle del pomeriggio .
 

Tanto più che si tratta di un’ora extra curricolare. Nè è pensabile che a certe necessità provveda il personale non docente. Insomma, una matassa complicata che la dirigente è chiamata a dipanare confidando nella buona volontà delle parti. A tal fine ha elaborato il ’progetto mensa’, illustrato in un questionario distribuito ai ragazzi .Due i quesiti: a) se "in caso di maltempo" preferiscono restare all’interno della scuola; b) o se vogliono essere lasciati liberi. Una scelta "democratica", sottolinea, che permette di valutare e prendere decisioni. In realtà, una scrematura del folto gruppo confidando che le risposte, da consegnare entro lunedì, riducano di molto il numero di chi vuol rimanere in aula buono e tranquillo, "senza muoversi dal banco". Tenuto conto che molti sono del luogo e in un’ ora farebbero in tempo a consumare, magari frettolosamente, un piatto di tagliatelle a casa piuttosto che un panino, un’ipotesi non peregrina.
Comunque la metti una bella grana. Il progetto mensa, valido fino a marzo (quando il tempo sarà più mite), martedì sarà posto all’attenzione dei sindacati e, se verrà trovato un accordo, verrà ufficializzato a docenti, studenti e famiglie. E in caso contrario? La risposta al vento.