In campo la Polizia (foto di archivio)
In campo la Polizia (foto di archivio)

Civitanova, 14 giugno 2021 - Orrore a Civitanova: un ventenne sequestrato, stuprato e rapinato. Un'operazione conclusa nell’ambito di 24 ore e partita dalla denuncia del ragazzo, un pakistano, che ha portato gli uomini del commissariato di polizia di Civitanova Marche e della squadra mobile di Macerata ad assicurare alla giustizia due cittadini pakistani (entrambi regolari con il permesso di soggiorno), resisi responsabili di sequestro di persona, violenza sessuale di gruppo, tentata estorsione, rapina e lesioni personali.

Il giovane, che non parla italiano ed è richiedente asilo in Italia, vedendo i poliziotti si è avvicinato chiedendo aiuto e cercando di spiegare ciò che gli era accaduto in inglese. Data la gravità di ciò che trapelava, gli investigatori lo hanno accompagnato in commissariato dove, con un interprete, è emerso l'orribile racconto.

Il ventenne ha detto di essere stato prelavato da due connazionali e portato nelle campagne vicine al comune di Morrovalle. Raggiunto un casolare isolato, è stato picchiato e immobilizzato, denudato e violentato. Il turpe atto è stato anche filmato con un cellulare, per realizzare un video con cui ricattare la vittima: gli aguzzini chiedevano 3mila euro per non divulgarlo in Pakistan in modo da rovinare la reputazione della vittima e della sua famiglia.

Al malcapitato sono stati sottratti anche il telefono cellulare e il passaporto, oltre che 300 euro. Il giovane, sconvolto, approfittando di un momento di distrazione dei suoi aguzzini, è però riuscito a fuggire durante la notte e, giunto a Civitanova Marche e vedendo una pattuglia, si è avvicinato per chiedere aiuto.

Gli investigatori, identificati i responsabili, immediatamente hanno individuato i luoghi, ossia sia gli appartamenti in uso ai due, sia il casolare ove era stata denunciata l’aggressione. Immediata la perquisizione notturna, che ha permesso di sorprendere i soggetti mentre cercavano di disfarsi del passaporto e del telefono della vittima, che sono stati ritrovati e acquisiti.

Per entrambi i due aguzzini, trentenni, già conosciuti alle Forze dell’Ordine e con precedenti specifici, è stata richiesta dalla Procura della Repubblica, con successiva adozione da parte del GIP, la misura della custodia cautelare in carcere