L’indagine era stata condotta dai carabinieri

Porto Recanati (Macerata), 10 ottobre 2018 – Ventuno nigeriani erano stati accusati di aver messo in piedi un traffico internazionale di cocaina, con base a Porto Recanati, costringendo le connazionali a spacciare con la minaccia del woodoo. Ma i fatti sarebbero avvenuti nel 2006, per questo ieri è stato tutto dichiarato prescritto. Si è chiusa così – senza condanne né assoluzioni – l’inchiesta chiamata "Foglie nere" condotta dai carabinieri del Ros di Ancona.

Secondo l’accusa, il gruppo prendeva la cocaina da Madrid, la confezionava in ovuli e la faceva ingerire ai corrieri, che attraverso il Piemonte arrivavano in Italia. Arrrivava così a Porto Recanati, dove aveva base una cellula nigeriana che, grazie anche a insospettabili italiani, smistava la cocaina lungo la costa da Ancona al Fermano. Una quindicina di ragazze sarebbero state costrette a spacciare e anche a prostituirsi, con la minaccia dei riti woodoo ai danni anche dei familiari rimasti in Nigeria.

Il gruppo dunque era stato accusato di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga. Il processo, con 21 imputati, è andato avanti a fatica in tribunale a Macerata, e tra rinvii e incidenti di percorso si è arrivati a ieri mattina.

La procura ha chiesto la condanna a sette anni di reclusione. Gli avvocati difensori, tra i quali Massimiliano Cingolani, Cristiano Elisei, Mauro Chiariotti, hanno chiesto che venisse dichiarata la prescrizione. E il collegio, dopo aver riqualificato il reato ha dichiarato l’estinzione per prescrizione.