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31 mag 2022

"Violenza di gruppo sulla commessa" La difesa chiede una perizia medica

"Abusi dopo la festa a Porto Recanati". Via al processo. per prof e muratore

31 mag 2022
L’avvocato Luca Froldi (foto Calavita)
L’avvocato Luca Froldi (foto Calavita)
L’avvocato Luca Froldi (foto Calavita)
L’avvocato Luca Froldi (foto Calavita)
L’avvocato Luca Froldi (foto Calavita)
L’avvocato Luca Froldi (foto Calavita)

Una perizia medico legale, per stabilire se le lesioni sulla donna siano compatibili con la violenza che avrebbe subìto: l’hanno chiesta i difensori di Osvaldo Iannuzzi, imputato con Giuseppe Padalino di violenza sessuale di gruppo, ieri nella prima udienza del processo. Iannuzzi, professore di un istituto della provincia di Ancona, e Padalino, muratore, entrambi residenti a Porto Recanati, sono accusati per quanto sarebbe avvenuto il 24 aprile 2021. Nel corso di una festa in casa di un portorecanatese, con un altro complice rimasto ignoto, i due uomini avrebbero convinto una donna, commessa nell’Anconetano e invitata al party, a seguirli a casa del professore per prendere altro vino. Ma arrivati lì, Padalino e l’altro l’avrebbero bloccata mentre Iannuzzi la violentava. Sotto choc, la donna all’inizio aveva taciuto tutto. Alcune settimane dopo però, in seguito ad alcuni messaggi di Iannuzzi che le chiedeva di vedersi ancora e a una visita in negozio di Padalino, li aveva denunciati. A febbraio, i due uomini sono finiti in carcere. Ad aprile, il professore ha ottenuto i domiciliari. I due hanno sempre respinto l’accusa. Non ci sarebbe stata alcuna festa: la donna sarebbe andata da Iannuzzi con cui di tanto in tanto si frequentava, Padalino non avrebbe mai avuto alcun ruolo e il terzo complice – mai identificato – non esisterebbe. A conferma di questa versione ci sarebbero non solo la testimonianza del fratello del professore, ma anche i messaggi che lui e l’anconetana si sarebbero scambiati nel tempo. Ieri dunque è partito il processo, in tribunale a Macerata. Per Iannuzzi, gli avvocati Luca Froldi e Giuseppe Lupi hanno chiesto al collegio presieduto dal giudice Andrea Belli di disporre una perizia medico-legale per chiarire se i lividi al braccio della commessa siano compatibili con l’aggressione. Per Padalino invece, presente in aula e detenuto a Pesaro, l’avvocato Maurizio Ballarini ha chiesto la scarcerazione, con la concessione dei domiciliari o di una misura meno afflittiva. I giudici decideranno nei prossimi giorni sulle richieste. Per la donna, in aula si è costituito parte civile l’avvocato Marco Pacchiarotti, che ha chiesto un risarcimento di 200mila euro. Nella prossima udienza, a dicembre, saranno ascoltati la parte offesa e i tre agenti di polizia che fecero le indagini dopo la denuncia.

Paola Pagnanelli

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