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1 giu 2022

Zona Peep, due proprietari chiedono i danni

Il pasticcio di Fontespina: dopo quarantacinque anni mancano ancora le opere di urbanizzazione primaria. Braccio di ferro col Comune

1 giu 2022

Opere di urbanizzazione mai realizzate nella zona Peep di Fontespina: da più di trent’anni va avanti la causa, i proprietari di due abitazioni si sono rivolti a un legale per ottenere i certificati di agibilità e Palazzo Sforza ha deciso di ricorrere alla consulenza di un urbanista. Sarà l’avvocato Andrea Calzolaio, che per conto dell’amministrazione ha seguito le questioni più rilevanti in materia urbanistica, a studiare la pratica e suggerire gli atti da adottare, anche in considerazione delle richieste del legale dei due proprietari, che ha annunciato l’intenzione degli assistiti di agire in tribunale per ottenere il risarcimento dei danni patiti in tutto questo tempo. La vicenda inizia nel 1977 con l’adozione del piano per l’edilizia economica e popolare di Fontespina e l’assegnazione dei lotti a dieci cooperative. Nel 1986, è approvato il progetto delle opere di urbanizzazione primaria e l’anno dopo sottoscritta la convenzione con cui le cooperative assumono l’impegno a realizzarle entro tre anni. Ma non succede nulla e dieci anni dopo il Comune innesca l’ufficiale giudiziario per notificare alle cooperative e agli assegnatari degli alloggi la diffida a rispettare la convenzione e successivamente apre una vertenza in tribunale. Perde nel processo di primo grado e nel 2009 fa ricorso, ma la corte di appello nel 2014 dichiara il difetto di giurisdizione, riconoscendo la competenza del giudice amministrativo. Nel frattempo, molte delle cooperative si sono sciolte e nel 2015 Palazzo Sforza avvia un procedimento amministrativo e fa redigere una relazione per valutare gli interventi utili a rendere funzionanti ed efficienti le opere di urbanizzazione, con la stima dei costi da ripartire anche con le cooperative e i soci. Ma sono passati altri anni e i proprietari degli alloggi si sono stancati di aspettare. Da qui la scelta di affidarsi a Calzolaio per risolvere la pratica e schivare il risarcimento dei danni. La parcella a carico del Comune è di 10943 euro.

Lorena Cellini

© Riproduzione riservata

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