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Civitas, case ultrapopolari nel mirino: "Raffica di segnalazioni al Catasto"

Brandoni: "Impianti fotovoltaici, recuperati oltre 96mila euro"

di MICHELE MASTRANGELO
Ultimo aggiornamento il 5 maggio 2017 alle 08:40
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Maria Luisa Melatini, Anna Maria Rinaldelli e il presidente Alessandro Brandoni (De Marco)

Civitanova, 5 maggio 2017 - Il bilancio 2016 e il caso ville e catasto al centro della conferenza tenuta ieri dal cda della Civitas. Con il presidente Alessandro Brandoni erano infatti presenti a Palazzo Sforza anche i consiglieri Maria Luisa Melatini e Anna Maria Rinaldelli. Partendo dagli «accatastamenti incongrui», Brandoni ha spiegato che «attualmente sono state fatte 157 segnalazioni per immobili classificati in A5, cioè come ultrapopolari, mentre la categoria A6, cioè capannoni rurali, è stata modificata dal Catasto, ma in questo caso hanno già sanato una sessantina di proprietari. Sono poi 25 le segnalazioni per altre abitazioni difformi. Le ville? Venti, e altrettante sono rimaste per lo stop del Catasto, perché ci sono dei ricorsi da parte dei privati».

«Sono invece 59 – ha continuato Brandoni – le segnalazioni per difformità nell’accatastamento di immobili a uso commerciale». «Quanto al bilancio, registriamo per il terzo anno consecutivo, cioè tutta la nostra gestione, una chiusura in positivo, con un utile di 7mila euro – ha detto Brandoni –. Ciò anche dopo che il cda ha lavorato per dotare la Civitas di un recupero coattivo, che ha permesso di recuperare un 7% in più: cioè decine di migliaia di euro senza avere fatto la rottamazione». Un 7% che, come osserva il cda, ha visto «recuperati 48mila euro per tasse di vario tipo, più altri 96.660 euro riguardanti l’Imu sugli impianti fotovoltaici». Riscossioni anche pregresse, come ha aggiunto la Melatini, che «riguardano anche degli accertamenti per il 2008-09, per i quali è stato svolto un gran lavoro».

«QUANDO siamo arrivati noi come cda – il punto di vista di Brandoni – avevamo un mandato fino al dicembre del 2013, perché la Civitas doveva essere chiusa, visto i costi altissimi a fronte di pochi recuperi. Ora la società è rimessa a nuovo, con giunta e maggioranza che hanno deciso di mantenerla insieme all’Atac, perché ora ha una vera conformazione per il recupero dei crediti. La nostra idea è che la prossima amministrazione la metta in condizioni di fare anche altro. Andrebbe potenziata con ulteriori incarichi, perché quello che costa al Comune viene ripagato abbondantemente. Siamo soddisfatti dell’eredità che lasciamo». Tra i traguardi, Brandoni ricorda come «tra i recuperi c’è la tassa rifiuti legata alla Civita Park per 260mila euro. In questo caso abbiamo raggiunto un accordo con il curatore fallimentare, che ci ha liquidati subito». Quanto alla situazione dei parcheggi a pagamento, Brandoni ha concluso dicendo: «Il dato non è cambiato e ora viaggia tra 450 e 500mila euro».

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