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Ex ente fiera, sì alla vendita. "Ora riqualificazione verde"

La Regione ha deliberato: blocchi ceduti al Comune

di LORENA CELLINI
Ultimo aggiornamento il 22 giugno 2016 alle 22:28
I padiglioni dell’ex fiera

Civitanova marche, (macerata), 23 giugno 2016 - Ex ente fiera, la Regione approva la vendita del blocco centrale e di quello nord, di sua proprietà, al Comune di Civitanova, ed è il primo passo per la demolizione della struttura che ora può essere programmata. «E’ stata votata dal consiglio la variazione al bilancio preventivo con cui si dà delega alla giunta di cedere l’ex fiera. Era uno degli impegni che aveva preso alla mia elezione e credo in questo anno di aver dato il mio contributo per un risultato che è anche il frutto della collaborazione tra i due enti». Parole di Francesco Micucci, consigliere regionale (Pd) che la vicenda dei padiglioni di Largo Caradonna, affacciati sul lungomare sud e da tre anni ridotti nel degrado, a Civitanova l’ha gestita anche da assessore all’urbanistica. In bilancio i soldi per acquistare la struttura sono stati già stanziati, 240mila euro, il 20% del valore stimato, che nel 2011 venne fissato a 1.200.000 euro.

«SONO passati cinque anni ma credo – rileva Micucci – che le cifre non siano cambiate, semmai in ribasso perché il degrado dell’immobile è totale e la previsione su quell’area è cubatura zero, come prevede anche il piano particolareggiato del centro storico. Lì si può ragionare solo di riqualificazione, senza cemento. Parliamo di verde, spazi per la cultura, piccoli locali pubblici. Si era anche parlato di un concorso di idee per quell’area, comunque sono scelte che spettano all’amministrazione comunale, ma la linea è no alla speculazione e avanti nel recupero dell’area degradata».

Quanto ai tempi, per vedere le ruspe in azione bisognerà prima attendere una nuova perizia, poi la procedura della vendita, l’atto notarile. «Sono ragionevolmente certo – azzarda l’esponente del Pd – che entro un anno si metterà mano alla demolizione dell’ex fiera». Intervento che per Civitanova significa anche togliere acqua al mulino delle piccola criminalità perché i padiglioni abbandonati si sono trasformati in ricovero per sbandati e, soprattutto, sono diventati punto di riferimento per spacciatori e tossici. «Questa – conclude Micucci – rappresenta una priorità. Gli atti della Regione sono stati più rapidi del previsto. Anche sul piano del porto, l’ok è arrivato lo scorso ottobre. Spero che l’amministrazione comunale acceleri perché sono progetti che cambieranno il volto della città».

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