Invia tramite email Condividi Condividi su Instagram Effettua l'accesso col tuo utente QN Il Giorno Tutte le ultime notizie in tempo reale dalla Lombardia il Resto del Carlino Tutte le notizie in tempo reale dall'Emilia Romagna e dalle Marche Il Telegrafo Tutte le news di oggi di Livorno La Nazione Tutte le notizie in tempo reale dalla Toscana e dall'Umbria QuotidianoNet Tutte le ultime notizie nazionali in tempo reale Tweet Accedi al tuo account Clicca qui per accedere al tuo account WhatsApp Canale YouTube
Cronaca Sport Cosa fare

EDIZIONI

Abbonamenti

Leggi il giornale

Network

Quotidiano.net il Resto del Carlino La Nazione Il Giorno Il Telegrafo

Localmente

Codici Sconto

Speciali

Giuseppe Cerolini

Civitanova Marche, 6 maggio 2017 - Una richiesta da tre milioni di euro avanzata da Equitalia: è stato dichiarato fallito ieri il patron della Civitanovese Giuseppe Cerolini. La sentenza è stata pronunciata ieri mattina dal tribunale di Macerata, in seguito a una istanza presentata, per conto della società di riscossione, dall’avvocato Andrea Giuliodori. Equitalia rivendica sostanzialmente il pagamento di tributi comunali e di altri enti pubblici: una massa di crediti arrivata a tre milioni di euro. Dato che Cerolini ha una partita Iva a suo nome, è stato dichiarato il suo fallimento.

Come curatore è stato nominato il commercialista Renzo Telloni, che con il nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza ha poi proceduto ai sequestri dei beni riconducibili a lui. La sede ufficiale legata alla partita Iva non è stata rintracciata, perciò è stato necessario andare in diversi altri uffici e locali riconducibili all’imprenditore. I sequestri non sono ancora conclusi, ma per il momento non sembra siano stati trovati i mezzi per saldare il conto con Equitalia.

Il crac legato alla partita Iva non è il primo con cui fa i conti il civitanovese Cerolini, al centro di una maxi inchiesta su una evasione fiscale che supera i 20 milioni di euro per quanto riguarda la sua multiforme attività imprenditoriale. Sono già state dichiarate fallite la Mangusta e la Effemme, e le svariate attività tenute insieme da Cerolini – dai negozi alle aziende calzaturiere e alle pompe di benzina – sono da tempo in mano al curatore nominato dalla procura, il commercialista Alessandro Benigni. Molte attività che Cerolini aveva in gestione, come bar, i ristoranti e gli impianti di rifornimento, sono state riprese dai proprietari e affidate ad altri, quindi di fatto ormai la sua attività è azzerata. Inoltre, i sequestri a carico delle due società già fallite non hanno portato a nulla, perché l’evasione fiscale, calcolata sulla massa di fatture, non corrisponde a una reale attività commerciale o economica, ma piuttosto – è la tesi dell’accusa – a un castello di documenti falsi fatti solo allo scopo di eludere il fisco. Oggi comunque la Guardia di finanza e il curatore Telloni proseguiranno la ricerca di beni da mettere sotto sequestro riconducibili a Cerolini.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.