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20 apr 2022

Lube, tutta la grinta di Zaytsev: "Abbiamo voglia di riscattarci"

Il martello biancorosso: "Siamo stanchi mentalmente e stiamo soffrendo, ma il gruppo è compatto"

andrea scoppa
Sport
Il martello biancorosso Ivan Zaytsev
Il martello biancorosso Ivan Zaytsev
Il martello biancorosso Ivan Zaytsev

di Andrea Scoppa

AAA vera Lube cercasi. E’ stata una Pasquetta tra le più brutte per i biancorossi, di nuovo sopraffatti dall’Itas. E ancora per 3-0. Dopo due semifinali scudetto sempre vinte ai danni di Trento, stavolta la serie sembra purtroppo segnata e sulla via delle Dolomiti. I campioni d’Italia domani alle 20.30 abdicheranno e in casa se non riusciranno a spuntarla. Stasera invece allo stesso orario gara3 tra Perugia e Modena. Squadre sull’1-1. Anche lunedì in gara2 Trento ha giocato bene, ma Civitanova troppo male, favorendo con proprie colpe il successo gialloblù. Rispetto a gara1 la Lube non ha subito break impressionanti, ma di nuovo non ha fatto suoi gli scambi più lunghi (quelli che danno più carica e fiducia), ha difeso meno e non ha messo a terra i palloni in momenti chiave. Addirittura è salita a 26 errori in 3 set, un’enormità, significa aver regalato un parziale. Anche lui impreciso al servizio (6 errori) ma martello migliore della squadra e tra gli ultimi ad arrendersi, Ivan Zaytsev interviene al Carlino.

Sia coach Blengini che capitan Juantorena (ancora ai box e a questo punto out anche domani) hanno parlato di squadra ansiosa, nervosa e poco serena. Dipende dall’eliminazione precoce in Champions che ha aumentato la pressione?

"Per me non è una pressione legata alle sconfitte o alle mancate vittorie, il problema è che durante la stagione non ci siamo potuti allenare bene e creare un sistema di gioco".

Però avevate chiuso davanti a Trento la regular season battendola due volte su tre…

"Infatti abbiamo fatto un campionato straordinario considerate le assenze, spinti al 2° posto anche grazie alle qualità e a serate super dei singoli. Ora lo paghi, siamo stanchi mentalmente. E quando trovi squadre solide che hanno sicurezze, loro sanno a cosa aggrapparsi, mentre noi non abbiamo certezze". Insicurezza che si riflette anche nel servizio deficitario?

"Assolutamente. Qui alla Lube tutti sappiamo come si vince ed abbiamo vinto in carriera, in questo momento però non riusciamo a reagire e commettiamo errori".

Domani non si hanno alternative, dopo due sconfitte senza vincere nemmeno un set, o ci sarà la reazione o sarà eliminazione.

"Per me cambia poco 3-0 o 3-2. Dobbiamo provare a giocare con la testa libera come se fossimo ad ottobre. Forse l’essere spalle al muro può sbloccarci".

I maligni sostengono che 1) è la fine di un ciclo e qualcuno è distratto 2) ci sono frizioni nello spogliatoio 3) sia stato sbagliato riprenderla rinunciando a Rychlicki. Cosa vuole rispondere?

"Non siamo vecchi, non è finito niente. Siamo abituati a elogi e critiche esagerate, quando le cose vanno male poi c’è sempre chi tira fuori che lo spogliatoio è spaccato. Invece il gruppo è compatto. Stiamo soffrendo tutti, ma c’è molto confronto e voglia di riscattarci".

Aveva affermato che la stagione non sarebbe finita con zero titoli: ci crede ancora?

"Pienamente".

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