Nostro figlio è in affido da un anno e mezzo. Non abbiamo contatti con gli affidatari, lo vediamo una volta alla settimana. Ora siamo nella fase di inserimento graduale in famiglia. Abbiamo cambiato il legale, speso molto (20.000 euro) senza risultati. Dopo la segnalazione ai carabinieri e al Tribunale, il bambino ci è stato tolto subito. Non si capisce che pericoli ci fossero. Il caso Bibbiano ha risvegliato le coscienze, speriamo in bene.
G. L.G, Piemonte
 

Risponde il condirettore de 'il Resto del Carlino', Beppe Boni

Comprendiamo la sua amarezza, che è quella di molti genitori a cui vengono tolti i figli con un provvedimento del Tribunale, ma non è possibile ovviamente entrare nel caso specifico. L’inchiesta sugli affidi irregolari dell’area di Bibbiano (Reggio Emilia), dirà quali sono le responsabilità dei singoli. E da questa indagine possono arrivare altre sorprese. Si vedrà. Di sicuro il caso giudiziario ha portato alla luce le anomalie un sistema degli affidi che può virare verso derive pericolose. Non tutti gli assistenti sociali e non tutti gli operatori sanitari che lavorano in questo ambito sono disonesti. Anzi. E’ invece fragile, obsoleta e piena di lacune la rete di regole che sta alla base degli affidi. Forse, oltre alla commissione parlamentare, bisognerà mettere al lavoro esperti, magistrati e manager della pubblica amministrazione per rivedere il codice di comportamento e le norme. Proprio per evitare che si ripetano casi come Bibbiano e, in parte, come quello di vent’anni fa nella Bassa Modenese. Altrimenti i bambini rischiano di essere vittime due volte, del disagio familiare e di provvedimenti giudiziari distorti.
beppe.boni@ilcarlino.net