Bologna, 19 novembre 2019 - Il caso Venezia è scandaloso. Siccome c’è solo un compressore che impiegherebbe 5 ore a riempire i cassoni del Mose si preferisce lasciare Venezia in balia delle maree. Fior di tecnici non sanno prevedere ora ed altezza. C’è un giudice a Venezia che possa ordinare ai tecnici di alzare l’interruttore? 
Enzo Berzieri

Risponde il condirettore del Carlino, Beppe Boni

Le catastrofi come l’acqua alta di Venezia in questi giorni servono anche ad aprire gli occhi. Nell’Italia che dichiara guerra alla plastica per ridurre l’inquinamento (tutti d’accordo sul fine meno sul metodo) ci accorgiamo che dopo una spesa di miliardi, il Mose non entra in funzione quindi non protegge la città della Laguna. Una vergogna superiore alle buche e al pattume nelle strade di Roma. Ci si entusiasma per Greta e lasciamo affogare Venezia. In Italia nonostante proclami, discussioni, quintali di leggi e di carte la prevenzione ambientale è ancora insufficiente. Speriamo che il caso Venezia risvegli la coscienza collettiva. E che qualcuno paghi il conto (sarà difficile) per i ritardi del Mose.
beppe.boni@ilcarlino.net