Pensavamo che il pericolo fossero gli anziani e invece sono i giovani. Pensavamo che i nonni, difficili da gestire nelle file al supermercato, spesso caparbi e insensibili alle regole come i bambini, avrebbero creato i problemi maggiori al momento del <liberi tutti>. Ci hanno fregato i ragazzi.

A Palermo, Bologna, Milano molti di loro hanno ripristinato i riti del party, dell’aperitivo, dell’happy hour, del ritrovo chiassoso all’esterno e all’interno locali senza precauzioni. No, così non va. La vostra libertà finisce dove mettete in pericolo la nostra e quella dei vostri affetti.

Domani in Emilia Romagna riaprono le spiagge ed è già suonato l’allarme. Il Governo lancerà uno spot educativo, il governatore del Veneto, Luca Zaia, minaccia di mandare in onda un video appello che richiami alla mente e al cuore le immagini più crudeli dei giorni tragici dell’epidemia. Il prefetto di Bologna minaccia di chiudere i locali che non collaborano a mantenere l’ordine e il governatore emiliano, Stefano Bonaccini, invoca la roulette: "Ci giochiamo tutto".

I comportamenti scellerati rischiano di rilanciare i contagi e costringere il governo a un contrordine compagni: si richiude, tutti a casa. Meglio che non accada. Gli habitués della movida gridano <Vogliamo tornare a vivere> e hanno ragione. Le persone di buonsenso rispondono che vogliono continuare a vivere. E hanno ragione anche loro. Motivazioni giuste, per carità. Come sono valide le questioni di principio sulla libertà, il senso liberale della vita come alternativa ai divieti che molti protagonisti dei talk show in tv invocano contro le istituzioni giudicate troppo rigide.

Tutto vero, ma la realtà è un’altra: troppi assembramenti, troppi me ne frego. Cari ragazzi che piaccia o no riunirsi in gruppo e portare la mascherina "a vita bassa" (sotto il mento),come dice Gene Gnocchi, è ancora un pericolo. Annotazione, positiva. Le trasgressioni giovanili dimostrano che nonostante le chat, i social, le app tuttofare, la voglia fisica di stare insieme come reazione alla libertà limitata, è ancora un valore antico e irrefrenabile. E questo è il lato migliore della medaglia.