Bologna, 12 luglio 2020 - I volti belli e innocenti dei due ragazzini di Terni, immagine di tenerezza infinita, morti per uno sballo al metadone da 15 euro e le facce sfrontate degli adolescenti che a Rimini rapinavano i coetanei, qualcosa in comune ce l’hanno. Hanno imboccato strade pericolose e diverse, ma li ha mandati a sbattere contro un muro la stessa logica distorta, la scellerata e forse inconsapevole volontà di andare oltre. I primi, quasi timidamente, forse per sentirsi adulti, hanno chiuso col futuro che li aspettava, addormentandosi per sempre nel proprio letto. Chissà quante volte, o forse poche, hanno voluto provare l’emozione di una sostanza che li faceva volare. 

Quelli del branco di Rimini, più aggressivi, si sballavano con l’alcol e forse con altro ancora. Per loro l’emozione forte erano le rapine. Mondi lontani, ma vicini. La lettura di questi episodi è l’ultimo campanello d’allarme sul tema delle droghe legato alla sfera giovanile. Accanto alle sostanze classiche, come eroina e cocaina, oggi c’è un mondo in espansione di sostanze ‘pret à porter’ che affascina i giovanissimi perchè si trovano facilmente dietro l’angolo o perfino nell’armadietto di casa. Sono l’alcol, soprattutto se mischiato ad altro, ma anche metanfetamine, codeina, cannabis, metadone, benzodiazepine, viagra, prodotti cosiddetti leggeri, che poi usati nei cocktail diventano pesanti, cioè micidiali.

Tutta roba facile da trovare, pericolosissima dicono i manager salvavita di San Patrignano. I prezzi sono bassi e quindi accessibili a tutti, la disponibilità è ampia, l’offerta vantaggiosa. E’ un supermarket sempre aperto, con sostanze spesso a chilometri zero, facilmente reperibili rispetto al passato. Certo, tutte sostanze che usano anche gli adulti con l’alibi autoassolutorio che non creano dipendenza. Ovviamente è una balla spaziale. I giovanissimi sono un mercato appetibile. Spendono poco, ma intanto iniziano e quindi sono clienti da coltivare.

Considerano lo sballo normale, lo confondono col divertimento senza la percezione del rischio. Spesso non sanno nemmeno cosa c’è dentro un cocktail preparato dallo spacciatore. La risposta ai fenomeni in evoluzione del mercato degli stupefacenti è statisticamente in ritardo. Chi ha colpa? Probabilmente nessuno, ma c’è una responsabilità collettiva che bisogna guidare. La turbolenza Covid non è finita e ci attendono ancora tempi da emergenza generale. Ma i volti di Gianluca e Flavio, i ragazzini di Terni, devono tenere sveglie le coscienze. Quali? Tutte, ognuno faccia la propria parte. Sono urla dal silenzio che dobbiamo saper ascoltare.