Il 15 settembre Fausto Coppi compirebbe 100 anni. Dal punto di vista sportivo Fausto è stato un fenomeno inarrivabile.Dal punto di vista estetico e carismatico l’immagine di Fausto sulla sua bici è qualcosa di sublime e armonioso, il perfetto connubio uomo-macchina. Una scultura paragonabile ad un’opera di Michelangelo. Chi ha visto questo miracolo in azione non può scordarlo.
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Risponde il condirettore de 'il Resto del Carlino', Beppe Boni

Ci sono nomi nello sconfinata prateria dello sport che lasciano la propria firma nell’eternità, che vanno oltre i record, , le statistiche e le sfide. Dentro la leggenda c’è sempre una storia umana con i valori, le gioie, le debolezze. Per questo, per la sua vicenda di uomo, con quel volto ossuto e il sorriso malinconico, Fausto Coppi è un mito che supera la narrazione del campione. Anche oggi rimane «un uomo solo al comando, la sua maglia è biancoceleste, il suo nome è Fausto Coppi», come lo definì in una celebre radiocronaca Mario Ferretti. Il nome di Coppi a 100 anni dalla nascita lo conoscono tutti, anziani e bambini, appassionati di sport e non. Come pronunciare il nome della Ferrari. Dietro le epiche scalate e le discese furibonde l’Airone fece parlare di sè per il legame con la Dama bianca, uno scandalo nell’Italia puritana di allora. Poi il dualismo con Gino Bartali, che fu anche politico. Di area democristiana Bartali, di formazione laica Coppi. Furono avversari, ma amici e il passaggio della borraccia al Tour de France è rimasto un’icona della lealtà. C’è un uomo solo laggiù che si alza sui pedali...
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