Bologna, 9 maggio 2019 - Bologna come grande partenza dopo un quarto di secolo, poi le Marche intere, l’arrampicata a San Marino, il viaggio di pianura da Ravenna a Modena prima di imboccare la via dei montagnoni passando da Carpi e dal Reggiano: mai si era visto tanto Giro d’Italia dall’Adriatico al West.

Dei quasi 3.600 chilometri che sceglieranno il vincitore, almeno 500 attraversano Emilia Romagna e Marche: un dato che da solo spiega l’importanza di queste due regioni nella corsa. È anche una cifra significativa sull’interesse di una bella fetta d’Italia nei confronti della bici: il Giro, dalla Riviera al cuore della Padania, è la sublimazione di uno stile di vita su cui le amministrazioni stanno puntando forte. Ai vari eventi e all’impegno per migliorare strade e ciclovie, si è aggiunta di recente un’iniziativa senza precedenti: a Bologna è nata una formazione under 23 sotto le insegne della Regione, che non solo offre ai talenti delle varie province emiliano-romagnole la possibilità di correre gare di livello internazionale, ma affida loro il compito di far conoscere quanto di buono e di bello propone la loro terra.

Di buono e di bello ci sono sei giorni di Giro d’Italia, una lunga parentesi che si apre sabato con la cronoscalata di San Luca, con la prima maglia rosa assegnata all’ora di cena: otto chilometri appena, già in grado di disegnare una classifica con i più bravi davanti a tutti. E di gente brava non ne manca proprio: fra Nibali, Dumoulin, Roglic, Simon Yates, Lopez e Landa, per restare ai più gettonati, da anni non si vedeva in Giro una qualità così alta. Dopo una puntata al Sud, si risale dalle Marche, toccando tutte le province e tutti gli aspetti di un magnifico paesaggio: si va dal mare all’Appennino per un finale che, a Pesaro, potrebbe essere meno scontato di quanto non si pensi.

Scontato, invece, che siano i cronomen a dettar legge a San Marino, in una prova per gente che sa dare del tu all’orologio: tappa che storicamente segna la classifica, lo sarà anche questa volta. Non lo sarà la Ravenna-Modena, corta e piattissima: giusto che nella città dei motori si consumi un festival per gente veloce. Infine, la partenza da Carpi e il transito da Reggio Emilia avvieranno la corsa verso l’ultima settimana in verticale, perché quasi tutte le tappe saranno di montagna: solo lì si capirà se il Giro dall’Adriatico al West è stata soltanto una bella vacanza in territori da ammirare o se ha davvero lasciato un segno anche in classifica.Bologna, 9 maggio 2019 -