Bologna, 12 gennaio 2020 - Cinquanta morti nella calca in Iran. Non in una azione di guerra, ma ad un funerale. Una dimostrazione della scarsa considerazione che i musulmani hanno della vita degli altri derivante anche dalla violenza di fondo che c’è nel loro modo di vivere. E non è difficile immaginare cosa ci sia alle radici di ciò. 
Francesco Cioja, Forlì

 

 

Risponde il condirettore de 'il Resto del Carlino', Beppe Boni

Ai funerali del generale Qassem Soleimani, di fatto il numero due del governo iraniano, ucciso dagli americani che lo consideravano un regista del terrorismo,hanno preso parte milioni di persone. Nella calca e nella confusione, sono morte 50 persone. Vista la proporzione dei numeri diciamo che può succedere. Però è vero, queste manifestazioni di partecipazione collettiva, fanno intuire quanto sia pervaso di fanatismo l’Iran. Qui, come succede in gran parte dei Paesi musulmani, si sovrappongono e si identificano l’una nell’altra politica e religione, innescando una miscela esplosiva.
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