Bologna, 19 settembre 2019 - L’inchiesta che a Torino ha portato all’arresto di dodici membri della curva iuventina dimostra che gli stadi sono frequentati ancora da troppi personaggi violenti. Andrebbero allontanati e tenuti alla larga perchè lo sport deve restare pulito. Non si comprende perchè proprio lo spettacolo del calcio deve diventare nell’ambito della tifoseria spesso un’area di violenze e illegalità.
Rolando Goldoni, Parma

 

Risponde il condirettore de 'il Resto del Carlino', Beppe Boni

Il malinteso senso di identità dei gruppi organizzati del tifo calcistico troppo spesso si porta dietro illegalità e violenza. L’inchiesta di Torino ha rivelato qualcosa in più. Il gruppo di delinquenti è accusato di estorsioni, ricatti, traffico e gestione illecita dei biglietti di ingresso allo stadio. Una cupola pericolosa che andava oltre i cori e i tipici, per quanto pericolosi, comportamenti da stadio. E la società bianconera ha fatto il proprio dovere. Ha denunciato fa i comportamenti ricattatori del gruppo e ha permesso l’avvio delle indagini. Una scelta coraggiosa che dovrebbe far scuola.Talvolta invece la tolleranza, o la connivenza, di certe società di calcio verso gli ultras è eccessiva. Anche quando ci sono comportamenti sconvenienti le società dovrebbero tenere le distanze. I gruppi ultras, da nord a sud, sono troppo contaminati da personaggi di pericolosità sociale. Basta riavvolgere la memoria di alcuni giorni e ricordare che a Roma l’ultrà della Lazio conosciuto come Diabolik è stato giustiziato dalla criminalità organizzata in un parco. E non certo per rivalità sportive. Alla larga dalle curve pericolose.
beppe.boni@ilcarlino.net