Il patrimonio di famiglia costruito con fatica e passione a volte è ingente ma non si vede o non si vede come dovrebbe e come merita. I gioielli che brillano esposti nello scrigno come luci della città gratificano chi li possiede, ma se sono condivisi possono essere ammirati con piacere collettivo.
L’Emilia Romagna, terra gaudente e di energia industriale, possiede una ricchezza, unica al mondo, legata all’automobile. La notizia non è di oggi, ovvio. Ma da qualche tempo, un passo alla volta, si è arrivati alla consapevolezza che i pezzi pregiati fatti di imprese industriali, ricerca universitaria, collezionisti, musei privati, storia e competizione legati al rombo del motore, se esposti tutti insieme mostrano nel loro splendore un valore che può essere un volano per il turismo. L’evento di Modena, il Motor valley fest, dimostra che le coscienze, private e pubbliche, si sono risvegliate e hanno capito come utilizzare il patrimonio di idee e di motori di questa terra visto in un’ottica più strategica. Avanti così. Meno percorsi in ordine sparso e più gioco di squadra.

E’ un bene che sia Modena a richianare l’attenzione, ma l’Emilia Romagna dei motori è anche Imola e Misano con i loro autodromi, la Romagna che ama la velocità e le moto, la Lamborghini, la Maserati, la Ducati, i musei privati della famiglia Panini e di Mario Righini. E su tutti la leggenda del Cavallino rampante di Maranello, il brand che conoscono anche su Marte. Leggende di fabbriche e di uomini, di idee e di imprese eccezionali con la ideale colonna sonora di Lucio Dalla nel suo splendido brano intitolato a Tazio Nuvolari. Tutto ciò non è un film che riguarda solo le terre che stanno tra il Secchia in Emilia e il Savio in Romagna.

E una storia italiana che il mondo deve conoscere meglio e che ci invidiano dalla California a Pechino. Nello scrigno ci sono 15 musei di impresa, 16 collezioni private, 4 autodromi, 11 piste da karting, le università (Modena soprattutto) che curano la ricerca sull’automotive, decine di imprese che lavorano sui prodotti automobilistici. L’Emilia Romagna che si sta candidando a diventare un centro strategico per i big data, come ha ricordato su queste pagine il direttore Paolo Giacomin, deve ricordarsi che già adesso è la Valle dei motori. Il mondo aspetta di ammirarla tutta insieme. Spalancate la porta.