A volte è meglio mai che tardi, ma più spesso è meglio tardi che mai. Nell’Italia che impone il numero chiuso dal parrucchiere, ci siamo accorti che erano fuori controllo il flusso di assistenti familiari e lavoratori stagionali che vanno e vengono dall’Est Europa, delle tribù giovanili (ma anche adulti) che infiaschiandosene dei rischi emigrano in vacanza in Paesi a , e infine, anche delle discoteche affollate dove distanziamento e mascherine sono fantascienza. Quindi retromarcia. In ritardo. Ma in tempo per evitare troppi danni con virus da importazione.

Ne abbiamo già abbastanza del nostro. L’Italia rigidissima su alcuni protocolli, si è dimostrata poco lungimirante su altre situazioni pericolose. Dunque, scatta una norma nazionale che impone controlli severi a chi torna dalle vacanze in Paesi extra Ue, ma anche in alcuni di area europea. Dove era meglio non andare a norma di buonsenso. Così l’Emilia Romagna congela l’ordinanza già pronta sui tamponi obbligatori per i ritorni da Spagna, Grecia, Croazia e Malta. Nello stesso tempo isola le assistenti familiari con provvedimento a parte e molti paletti: quarantena in casa o centri allestiti dalle Ausl e tamponi per badanti e lavoratori che arrivano da Stati extra Ue ed extra Shengen.

Lo faranno altre regioni? Forse sì, forse non tutte. E intanto è in arrivo la stretta nazionale su movida e disco. Il video dei 2mila ammassati nella discoteca di Gallipoli è diventato l’icona dell’incoscienza. Toscana e Puglia hanno già emanato un’ordinanza preventiva.

Insomma qualcosa si è fatto. In ritardo, confusamente, in ordine sparso. Meglio di niente. Sulla sostanza più o meno ci siamo, sul metodo si continua con la corsa delle Regioni e la rincorsa del Governo. Senza una strategia complessiva. Risultato: buone intenzioni con confusione. Intanto accontentiamoci , anche un solo contagio in meno è un buon risultato. Ultimo appello ai giovani. Evitate affollamenti, non fatevi fermare dai divieti. Fate da soli, usate il cervello.