Bologna, 15 settembre 2019 - In Italia sono comparsi nuovi animali che popolano boschi e pianure. E’ il segnale che la natura è sana. Tutti odiano, per esempio, le nutrie ma sono roditori che popolano canali e fossi e se stanno lì significa che l’ambiente è abitabile. Sempre nei fossi sono riapparsi i gamberi, che si possono pescare e sono un piatto prelibato. C’è chi considera queste specie dannose, ma andrei cauto con lequalifiche negative.
Valerio Baroni, Macerata

 

Risponde il condirettore de 'il Resto del Carlino', Beppe Boni

Se gli animali popolano in quantità l’ambiente siamo tutti contenti. Anche quando si tratta di predatori naturali, come il lupo. Ci sono però razze considerate infestanti dalla scienza perchè non autoctone e che tendono a sopraffare quelle storiche. Esempi? La tartaruga americana, Trachemys, grande 5 volte quelle nostrane che infatti rischiano di sparire. Arrivarono in vendita nei negozi negli anni Ottanta, poi le famiglie, vista la difficile gestione, cominciarono a liberarle. Si sono riprodotte a migliaia, come ha spiegato alla Stampa Mauro Delogu, ricercatore dell’Università di Bologna, entrando in competizione con la tartaruga europea e togliendole il cibo. Poi le nutrie, liberate in massa dagli allevamenti da pelliccia quando il pelo di castorino passò di moda. Popolano tutto il nord e massacrano con i tunnel le sponde di fossi e fiumi. Infine il gambero rosso americano: aggressivo e vorace, fuggito dagli allevamenti sta prevaricando i gamberetti di fiume nostrani. Questi sono i disastri provocati dall’uomo e ora, sfidando le polemiche , bisogna correre ai ripari cercando di limitare questa ingombrante popolazione.
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