Bologna, 11 ottobre 2019 - 8 ottobre 2019: quattro grandi partiti uniti (Pd, Italia viva, Leu E Movimento 5 Stelle) hanno fatto una cosa che rimarrà nella storia: nessuno era mai riuscito a tagliare i parlamentari. I partiti di opposizione si sono dovuti accodare per non fare brutta figura con gli elettori. E’ l’Italia che abbiamo sempre sognato ed il sogno è partito: tutti assieme per il bene comune senza odio e proclami per avere voti. 
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Risponde il condirettore de 'il Resto del Carlino', Beppe Boni

Il taglio dei parlamentari è stato accolto generalmente con favore dai cittadini. L’approvazione va da destra a sinistra nel pensare comune, con la convinzione che la casta andava potata. E l’ok definito alla Camera è passato quasi all’unanimità anche se nella realtà molti parlamentari si sono allineati al voto con grandi mugugni. In sostanza nella prossima legislatura avremo 345 parlamentari in meno. La spinta dell’antipolitica ha vinto, anche se non ha in realtà convinto nel profondo, e così le forbici hanno agito. Molti deputatai hanno votato sì all’abolizione dei posti ma a microfoni chiusi si sono lasciati andare a commenti non riferibili. Però avanti (quasi) tutti con disciplina. Ma il giorno dopo è già turbolenza e il braccio di ferro non è finito. Proprio su queste pagine il senatore Andrea Cangini ha annunciato il lancio di una raccolta di firme per un referendum confermativo. La strada è in salita anche perché molti hanno votato a favore della sforbiciata anche nel centrodestra. Vedremo chi avrà il coraggio di uscire allo scoperto.
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